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    Expo: Una vittoria per l' Italia e per Milano

     

     

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    “Grazie, signor Presidente. Signor Sindaco, colleghi, l’assegnazione dell’Expo è una vittoria per l’Italia e per Milano. Io sono orgoglioso di questo risultato, l’Italia dei Valori per mio tramite vuole per prima cosa congratularsi pubblicamente con chi ha concretamente realizzato le condizioni per questo notevole successo, che ci investe direttamente, prima di tutto perché con la designazione dell’Expo 2015 sono stati premiati il senso di responsabilità e il grado di autorevolezza dei nostri rappresentanti istituzionali locali, prima tra tutti il Sindaco, il Presidente della Provincia di Milano, il Governatore regionale.

     

     E poi il Governo italiano in quanto fin dall’inizio ha deciso di investire sulla candidatura di Milano al fine di farla diventare un’opportunità per tutto il sistema Italia, rendendo così possibile ed efficace quella cultura del fare che per noi dell’Italia dei Valori rappresenta un po’ il marchio di fabbrica, ovvero la tanto auspicata sinergia tra i diversi livelli istituzionali. Nonché, esperienza ancora più rara in Italia, la positiva cooperazione tra le opposte appartenenze politiche. Su questa vicenda le istituzioni italiane hanno fatto sistema dimostrando unicamente con la forza dell’impegno che questa è una prassi possibile, una strada praticabile e un’aspettativa credibile quando si condividono obiettivi importanti per l’interesse comune.

    Ciò che si è concretizzato in questi giorni è l’occasione autenticamente storica di riuscire a coniugare le possibilità di guadagno a cui tutti guardano con la giustezza spesso scomoda delle necessità sociali.

     

    Quella di lunedì è stata indubbiamente una grande vittoria per tutti noi, che rappresentiamo orgogliosamente questa città. Ma dobbiamo renderci conto che questo risultato appartiene a quel genere di vittorie che non saranno mai abbastanza grandi se non saranno vittorie di tutti. Ciò significa non limitarsi a considerare l’aspetto puramente logistico e organizzativo ma guardare già da ora oltre all’evento stesso, programmando lo sviluppo della città fino al 2030.

     

    Questo perché percepire il dopo Expo non solo come semplice realtà futura ma soprattutto come priorità politica attuale. Significa oggi riconoscere pubblicamente che la vera ricchezza per tutta l’area interessata non sarà l’evento in sé, con i suoi biglietti venduti e i soggiorni assicurati ma l’indotto che creerà, ovvero l’eredità di un territorio metropolitano e regionale completamente riconfigurato da quel coagulo di insediamenti e infrastrutture che saranno, se riusciranno a rimanere vive e funzionali sul territorio, il vero patrimonio pubblico, il vero bene collettivo che tanto spesso auspichiamo ed invochiamo.

     

    Qui non c’è in gioco solo la valorizzazione delle aree che è un aspetto inevitabile della questione, ma piuttosto lo sviluppo dell’intera area metropolitana. Prima di tutto attraverso l’implementazione e il potenziamento di quelle infrastrutture che garantiranno la funzionalità del territorio sia a livello urbano che extra urbano.

     

    A tal fine, l’impegno preciso e specifico del Ministro Di Pietro al tavolo per Milano insieme al Sindaco, a Penati e a Formigoni ha visto sempre l’impegno sempre più cosciente dell’importanza della mobilità e del trasporto pubblico per lo sviluppo territoriale. In questi ultimi 18 mesi è stato esemplare della volontà del Governo di dotare Milano e il suo hinterland di nuove linee metropolitane. Impegno ribadito anche su scala regionale, attraverso l’implementazione di grandi opere come la Pedemontana, la BREBEMI e la TEM.

     

    Senza atti concreti non è possibile procedere in nessun senso. Ma se questa investitura rappresenta per Milano, la Lombardia e per tutto il nord riconoscimento neppure troppo implicito del ruolo di forza motrice per l’intero Paese non possiamo rinunciare a riflettere sulla questione dell’abbandono mortificante per Malpensa della nostra compagnia di bandiera all’Hub varesino, infatti comprendiamo tutti che all’Expo non può mancare un aeroporto internazionale adeguato. Si è fatto un gran parlare da più parti della società civile e in maniera trasversale anche nel dibattito interno agli schieramenti politici del forte desiderio di rinascita di Milano.

     

    Naturalmente si tratta di un desiderio più che legittimo, un’ambizione consentita dalla secolare storia di questa nostra città, una aspirazione che si è lamentata in questi ultimi decenni dall’interminabile attesa di soluzioni risolutive che sono mancate in maniera determinante su questioni che hanno direttamente a che fare con la qualità della vita e il senso del vivere.

     

    È un dato di fatto che tutte le grosse metropoli che hanno ospitato grandi eventi, anche di natura diversa tra loro, come Esposizioni e Olimpiadi, quasi sempre ne hanno tratto beneficio per marcare una svolta allo sviluppo urbanistico, nonché per migliorare le infrastrutture interne al proprio Paese, gettando le basi per allacciare e consolidare nuovi collegamenti con il mondo.

     

     Proprio per questo Milano può e deve emanciparsi da quella sorta di paralizzante senso di colpa di cui è vittima dai tempi di Tangentopoli: può e deve rispondere all’obbligo morale di scuotersi dall’assopimento ormai lungo una quindicina d’anni che ha prodotto solamente una concatenazione di interventi d’emergenza e, come tali, privi di quel carattere progettuale che una reale politica di sviluppo possiede. Mi riferisco ai testimoni cruciali che costituiscono l’oggetto del nostro lavoro quotidiano…”.

     “La gestione del traffico. L’ambiente, la politica abitativa dei servizi sociali, tanto per citare alcuni settori di intervento tra i più articolati e complessi che da anni restano in attesa di energici interventi risolutivi. E dunque siamo ancora noi amministratori a dover impedire che i sogni e le ambizioni degli italiani ma direi soprattutto dei milanesi e dei lombardi non affoghino nella miopia dell’affarismo fine a se stesso, nella bieca speculazione, per non dire di peggio, che sicuramente costituirà il pericolo maggiore in questo lungo viaggio di messa in opera dei progetti, considerate le vertiginose proporzioni degli investimenti in previsione. Siamo ad una prova epocale, signor Sindaco, dobbiamo essere in grado di fornire agli occhi del paese una prova encomiabile di correttezza e trasparenza amministrativa”.

     

    Evitando assolutamente non solo gli sprechi ma anche le aberrazioni urbanistiche e contabili esistite in passato dalle cosiddette cattedrali nel deserto, all’aumento spropositato dei costi di realizzazione in corso d’opera. Tutte prove del malcostume italico. Il tema della candidatura di Milano a nutrire (inc.) e energia per la vita è un tema ambizioso che coinvolge tutta la comunità milanese e non solo. L’attenzione per una migliore produzione e distribuzione delle risorse alimentari nel mondo è la vera sfida futura della comunità internazionale. L’approvazione di uno sviluppo sostenibile sarà l’orizzonte verso il quale dirigersi. Chiudo davvero, Presidente, l’investitura di Milano avrà dunque l’espressione simbolica di una città che rappresenterà di fronte al mondo la difficile lotta per uno sviluppo sostenibile, lotta che deve utilizzare strumenti non solo e squisitamente economici ma soprattutto di ordine culturale e di sensibilità umanitaria”.

     

    “E tutto ciò dovrà costituire un segnale etico indispensabile per il governo della città nei prossimi decenni, grazie”.

     

     

      

    Linate: ancora sullo stato di degrado

     
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    “Grazie, Presidente. Confesso che nel ripropormi di intervenire nuovamente su di un caso più volte riportato nei mesi scorsi all’attenzione di quest’Aula, fatico nel recuperare la fiducia sulla funzionalità della nostra Amministrazione. Trattandosi dunque dell’ennesima riproposizione di precedenti segnalazioni, non farò troppi ulteriori giri di parole per denunciare una condizione di degrado semplicemente vergognosa che tormenta l’aerostazione di Milano Linate. Infatti continuano tutt’oggi indisturbati, quanto impuniti, i servizi illegali di trasporto persone abusivi, prospera l’accattonaggio e quei due casi umani, segnalati più volte, che vivacchiano con mille espedienti all’interno dell’aerostazione continuano indisturbati a dare mostra di sé. Questa situazione è esattamente ciò che avevo denunciato in un’interrogazione presentata in quest’aula ormai cinque mesi fa, e consegnata comunque dopo aver segnalato più volte all’attenzione generale la negatività di questa circostanza. Tutte situazioni riprese, tra l’altro, da vari organi di stampa, televisioni comprese, che a suo tempo la descrissero come un’anomalia per una città come Milano. Ora ritengo che non si possa più tardare ad intervenire, a distanza di tre mesi dalle garanzie ufficialmente offerte dall’assessore Croci, che cito testualmente da una sua lettera del 20 novembre in risposta alla mia interrogazione dell’ottobre precedente, concordava nel ritenere che ‘simili situazioni vanno rimosse senza indugio’, e naturalmente non era meno il Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, tre giorni dopo per l’esattezza, che aggiungeva con solerzia: ‘non posso che condividere la preoccupazione espressa e la grave situazione, rinnovando l’assoluta disponibilità di SEA alla piena collaborazione per risolvere il problema’. Speravo di avere raggiunto un risultato nell’ottenere l’attenzione e le promesse, sia dell’assessore Croci che dal Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, ma devo riscontrare tristemente che le loro parole erano di circostanza, alla prova dei fatti si sono dimostrate il pigro ritualismo di una gestione imbolsita e tutto ciò lo affermo con estrema amarezza, quelle parole erano vane e resteranno tali fino a quando non si darà prova contraria.
    Ciò che si chiede, non per accanimento politico, ma semplicemente in virtù del buonsenso, è di raggiungere, da parte di questa Amministrazione, una semplice quanto e sostanziale prova di elementare efficienza. L’abusivismo generalizzato ed il degrado sociale deve essere debellato dall’aerostazione di Milano Linate, e quell’indecoroso, quanto indisturbato spettacolo che l’indigenza offre di se stessa deve essere assolutamente ed immediatamente rimosso, perché a farne le spese davanti al mondo intero è la nostra città, quella stessa città che ci elegge suoi rappresentanti e che da noi si aspetta la capacità di risolvere problemi concreti.
    La nostra città, cari colleghi, queste situazioni di degrado in uno dei suoi aeroporti internazionali non lo merita, non lo merita agli occhi dei passeggeri di ogni Paese del mondo che transitano nella nostra aerostazione, non lo merita per l’immagine che ritrova di sè stessa sulle pagine dei giornali, che riportano quello che si denuncia da tempo, ossia: la paralisi delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo che si trasforma nel risibile rimpallarsi di responsabilità tra i vari Enti toccati dal problema. Non lo meritano neppure gli operatori aeroportuali, che quotidianamente lavorano sul posto e che altrettanto quotidianamente sono fatti oggetto delle critiche e delle lamentele dei passeggeri, che sono costretti a subire anche loro la pratica di facchinaggio abusivo da parte del solito personaggio che persiste indisturbato nell’inventarsi, all’interno dell’aerostazione, diverse attività, a seconda del proprio estro quotidiano.
    Questi operatori inoltre - e naturalmente lo affermo ben consapevole della gravità di tale affermazione – sono letteralmente esasperati dalla inconcepibile inerzia delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo; a causa dell’aggravamento di questa situazione, già di per sé degenerata, sono prossimi a mobilitarsi.
    Ad aggravare la situazione, come dicevo all’inizio, esiste anche un altro caso: è quello dell’extracomunitario che vive accampato, in forma stabile, in un sottoscala dell’aerostazione, tra materiali di scarto, organici e non, masserizie prive di valore, insomma in una situazione di indigenza che fa prosperare solo i topi e gli scarafaggi.
    Colleghi, sono costretto, mio malgrado, ad impegnarmi personalmente, signor Presidente, fino alla soluzione di quest’assurda situazione; sarei più appagato ad occuparmi di altro, ma occorre che qualcuno se ne faccia carico personalmente, altrimenti non se ne esce più da questo stallo. Per tutte queste ragioni ho preso la decisione di trattare, signor Presidente, ogni lunedì, in articolo 21, la situazione di degrado dell’aerostazione di Linate fino a quando non sarà definitivamente risolta. Contemporaneamente chiederò al Presidente Osnato un sopralluogo della Commissione Trasporti, affinché possiate rendervi conto di persona dell’inaccettabilità del contesto che ho fin qui descritto, ovvero della persistenza di una gravosa problematica per l’immagine della nostra città e per gli operatori che devono lavorare in tale contesto. E prima di questo sopralluogo ho intenzione di sottoporre, in occasione della prossima Commissione congiunta Bilancio-Mobilità, di mercoledì prossimo, direttamente al Presidente Bonomi la richiesta di venire a capo dell’intera questione. Come vedete, sono ben deciso ad andare fino in fondo alla risoluzione della questione
    . Grazie”.

     

    Via Calvino : Centro di Accoglienza

     

     

    Intervengo per richiamare l’attenzione sulla vicenda del progetto del grosso centro di prima e seconda accoglienza di via Calvino, che se da un lato coinvolte una singola via milanese… sono ben contento e ben lieto che in questo momento l’assessore Masseroli sia in aula, è una questione che riguarda proprio anche la partita dell’Urbanistica; a maggior ragione sono contento della sua presenza. D’altro canto, dicevo, si inserisce in un’area urbana, già messa a dura prova, sotto il profilo del degrado sociale. Emblematica per tutta la zona è la pratica, ormai, consuetudinaria della prostituzione notturna in via Messina e vie limitrofe.
         La situazione di via Calvino, dunque, diventa il paradigma di come sia difficile fronteggiare la tematica delle politiche sociali, dell’urbanistica, dell’immigrazione e della relativa integrazione senza una ferma e coerente programmazione politica. Credo che la vicenda sia nota a tutti quanti, ma come spesso avviene le situazioni problematiche se vengono abbandonate con il passare del tempo non possono che aggravarsi.
         Come ricorderete, in questione qui c’è la costruzione, da parte della Fondazione Fratelli di San Francesco, di un ostello dalla duplice funzione, sia ostello per i senzatetto che mensa per bisognosi, esterni al pensionato stesso. Senz’ombra di dubbio l’evidente intento altro non è che la caritatevole applicazione del sacrosanto diritto all’accoglienza, rivolto, per la maggior parte dei casi, a quei cittadini extracomunitari, ma non solo, che si trovano in difficoltà materiali, se non addirittura miseramente ridotti ad uno stato di indigenza.
         L’intera operazione, che sappiamo consiste nella costruzione di una grande palazzina di cinque piani fuori terra ed uno interrato, essendo stato oggetto di successive varianti di progetto, nel corso di questi ultimi anni, varianti che ne ha fatto lievitare la volumetria complessiva, è stata oggetto di diverse critiche da parte del comitato locale dei cittadini residenti che hanno pervicacemente investito delle proprie contestazioni sia l’Amministrazione Comunale che la Prefettura. Dunque c’è un conflitto implicito al pur nobile intento, conflitto che, appunto, è rappresentato dall’impatto ambientale che una tale massa di diseredati avrebbe con l’intera area.
         Naturalmente siamo tutti d’accordo nel ritenere che le strutture di pubblica utilità debbono inserirsi nel tessuto urbano, senza destare, però, un impatto traumatico nel contesto dell’abitato urbano, avendo perciò cura che i servizi di solidarietà siano distribuiti omogeneamente nel territorio della città, sia nell’interesse degli stessi assistiti che nel rispetto dei nostri cittadini. Ma dobbiamo interrogarci sulla natura di quel limite che tale impatto deve rispettare, dobbiamo rispondere alla legittima preoccupazione di quelle famiglie che rischiano seriamente di entrare a far parte, loro malgrado, di una enclave che assomiglia tanto ad un ghetto predestinato, considerata l’eccezionale concentrazione di diseredati che l’entità dell’intervento assistenziale lascerebbe preventivare.
         Per questo ho già inoltrato la richiesta di un sopralluogo al Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Pennisi, appunto un sopralluogo, perché ci rendessimo…”.
    Il Presidente Palmeri così interviene:
         “Urbanistica. Presidente della Commissione Urbanistica”.
    Il consigliere Grassi così interviene:
         “Urbanistica, chiedo scusa, al Presidente dell’Urbanistica, Pennisi, in modo tale che ci rendessimo conto di persona, esattamente, in quale contesto andrebbe a collocarsi l’erogazione di circa un migliaio di pasti giornalieri oltre ad una già cospicua presenza di 500 posti letto del “megaostello”.
         Ho richiesto, come dicevo, appunto, il sopralluogo, perché sulla legittimità del progetto di costruzione della struttura è stato coinvolto anche il Consiglio di Zona 8, con le relative Commissioni, Urbanistica e Sicurezza, intervento che ha sollecitato l’interesse di mezzi di comunicazione lombardi. Naturalmente in questa disamina dovrà essere altrettanto auspicato il vivo coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche Sociali, che con competenza ed esperienza potrà esprimersi in termini di merito sulla funzionalità di questo progetto che deve legittimare la realizzazione di una struttura di accoglienza che, se non sbaglio, si presenta come una delle più grandi d’Europa. Altresì comunico che presenterò in data odierna un’interrogazione agli Assessori competenti. Grazie”.

         

     

    Seduta in Consiglio del 22 Gennaio 2008

     
     

    Il consigliere Grassi così interviene:

    “Grazie, Presidente. Intendo nuovamente segnalare i problemi viabilistici legati al raggiungimento del polo fieristico Rho-Pero, che nonostante i tempi pianificati dalle Istituzioni, Provincia, Regione e Comune, per la realizzazione delle opere stradali necessarie, ancora permangono e, anzi, tendono ad acuirsi assumendo i caratteri della vera e propria emergenza. Già in altre occasioni ho posto all’attenzione la gravità della situazione; nonostante ciò la condizione degli accessi non si è modificata. Voglio ricordare che è stato approvato in quest’aula un Ordine del Giorno, all’unanimità, in occasione della variante per l’Expo, che impegnava, appunto, l’Amministrazione Comunale e le Ferrovie dello Stato a trovare una soluzione viabilistica alternativa.

    Il nuovo polo, infatti, emblema della modernità espositiva di Milano, fiore all’occhiello dell’imprenditoria lombarda, continua a far registrare gravi lacune dovute alle carenze infrastrutturali dell’area, chiamata ad ospitare il complesso, nonostante un forte impegno economico da parte del Ministero delle Infrastrutture, del ministro Di Pietro. L’assoluta inadeguatezza dell’attuale viabilità moltiplica i disagi proporzionalmente all’affluenza di pubblico che si registra per i diversi eventi. Il problema è dovuto, come sempre, all’accesso e soprattutto all’uscita da e per la struttura, e quindi alle difficoltà di raggiungere la Fiera, sia attraverso mezzi privati sia attraverso il trasporto pubblico, servizio taxi incluso. In particolare per quest’ultimo, durante il primo giorno di Macef, il 18 gennaio, qualche giorno fa, si è presentata la medesima situazione di congestionamento, sempre rilevata. Ricordo infatti che il deflusso degli utenti in uscita dalla porta est è possibile esclusivamente utilizzando il sottopasso di collegamento con la via Cristina Belgioioso e l’autostrada A8. Tale accesso è ad un’unica corsia, e per entrambi i sensi di marcia, e risulterebbe assolutamente insufficiente anche per una fiera di piccole dimensioni. Nella stessa occasione si è riscontrata l’assoluta mancanza di personale addetto alla Vigilanza Urbana, assenza che ha ulteriormente compromesso la situazione.

    Anche qui colgo l’occasione per segnalare la necessità di una convenzione tra i tre Comuni, Milano, Rho e Pero, per magari, appunto, provvedere a sottoscrivere la convenzione che riguarda la Vigilanza Urbana su quell’area. La preoccupazione che qui si avanza è destinata a tradursi in un’ulteriore emergenza in prossimità di momenti espositivi ben più importanti di quella appena trascorsa. Convinto dell’importanza di una struttura moderna ed importante, come ha dimostrato di essere il polo fieristico Rho-Pero; occorre però, al più presto, portare a compimento un efficace sistema viabilistico di appoggio che garantisca la mobilità necessaria.

    Colgo l’occasione che c’è… o perlomeno, vedevo fino ad un attimo fa l’assessore Cadeo in aula; sono costretto a segnalare che… anzi, ci segnalano i cittadini, che vengono a riportarvi la deprimente condizione di quello che dovrebbe essere un servizio della cittadinanza, un servizio che dovrebbe essere segno di civiltà e non dovrebbe gravare eccessivamente sulle casse della nostra città, tanto più che è a pagamento con la singola utenza. Mi riferisco ai bagni pubblici in città, che oltre ad essere quantitativamente insufficienti sull’intera area urbana, sono in condizioni inaccettabili per chiunque si avvicini. Lo stato di colpevole disattenzione verso i bagni pubblici, presumibilmente da parte delle imprese che ne devono garantire la funzionalità, si è fatta ormai intollerabile. Le continue segnalazioni che ci pervengono ci informano di un servizio di pulizia svolto assai saltuariamente, ad intervallo di parecchi giorni; siamo di fronte ad un servizio, di fatto, non erogato, che ha finito con il ridurre queste strutture a condizioni incredibili e civicamente inammissibili. Anche la manutenzione avviene a distanza di parecchi giorni, spesso i bagni rimangono fermi anche più di una settimana.

    Attualmente la situazione è davvero imbarazzante per chi si dovrebbe occupare del loro funzionamento, perché la loro quasi totalità presenta questa situazione di inefficienza: o la struttura è totalmente spenta, o mostra la spia rossa accesa, ovvero si dichiara fuori servizio. Queste sono le maggiori tipologie dei bagni pubblici della nostra città.

    In questo contesto rimane comunque inaccettabile che i cittadini debbano essere costretti a versare una specie di piccola tassa, inteso come caffè o qualsiasi altra bevanda, al bar della zona in cui ci si trova, ed ogni tanto capita pure lì che ci si senta dire che il bagno è rotto, per una pur legittima reazione di diffidenza.

    Può darsi che questa situazione di abbandono sia effetto di una certa assuefazione al degrado, può darsi che qualcuno giudichi risolvibile il problema dei bagni pubblici in una metropoli come la nostra, ma noi siamo qui per risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, non solo le grandi questioni di carattere programmatico. Grazie”.

     

     

     

    omissis

     

     

    L’assessore Cadeo così interviene:

    “Grazie, Presidente. E’ per rispondere, seppur brevemente, al problema sollevato dal consigliere Grassi, un problema, secondo me, reale e sentito, che è quello dei bagni pubblici. Sarà perché anche la mia età avanzata e quindi, si sa, che avanzando l’età il problema diventa più sentito. In effetti esiste, sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo.

    Devo dirle che in Assessorato (lo posso portare alla sua attenzione personale, come quello dell’eventuale Commissione) c’è tutto un programma di interventi, che consiste nel riammodernamento dei bagni esistenti ed in un progetto di collocazione di nuovi bagni. Devo dire che i costi sono abbastanza elevati, nel senso che oggi, per una struttura di questo tipo, si va circa dai 40 ai 50.000 euro. Noi avevamo anche ipotizzato, in una gara che dobbiamo lanciare di pubblicità in campo di arredo, di inserire anche questi elementi, come d’altronde avviene in molte capitali europee. Un sondaggio sul mercato sembrerebbe dirci che non c’è un grande interesse, perché ovviamente queste cose avvengono in genere, appunto, in cambio di pubblicità, a mettere pubblicità su queste installazioni, quindi se questo venisse confermato le spese sarebbero a totale carico dell’Amministrazione.

    Però questo programma esiste, io posso illustrarlo quando lei lo ritiene, portarlo a qualsiasi livello. Poi bisogna scegliere questo. Io personalmente investirei su una struttura di questo tipo, perché la ritengo un’esigenza reale.

    Per quanto riguarda la manutenzione dei vecchi, questa è in mano ad AMSA; risuggeriremo ad AMSA a tenere, se è possibile, una manutenzione più puntuale di questi servizi, ma essenzialmente c’è bisogno di un intervento abbastanza radicale e proprio sulla struttura. Le illustrerò il piano quando lei vorrà; è una scelta che si può fare, io personalmente la condividerei. Grazie”.

     

     

    omissis

     

     

     

     

    Dibattito sulle comunicazioni del Sindaco.

    4 Dicembre 2007

     

    Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori, Cari Colleghi,

     

    in un momento così delicato come quello presente, Italia dei Valori richiama l’attenzione di tutta l’aula all’impegno per una maggiore ponderatezza, per poter trasformare con il contributo di tutti la criticità dell’attuale congiuntura in un momento proficuo per il funzionamento futuro dell’attuale Amministrazione.

     

    Perciò vorrei rivolgere la mia osservazione sugli ultimi eventi di questi giorni nei confronti di una maggiore responsabilizzazione della  prassi istituzionale da un lato e delle rispettive strategie politiche dall’altra.

     

    In questi momenti non serve dileggiare l'avversario politico, né arroccarsi in rituali atteggiamenti difensivi: servono serenità e chiarezza, in altre parole serve responsabilità istituzionale.

     

    Attendiamo dunque con attenzione e fiducia l’esito dei procedimenti giudiziari, avendo chiaro sin d’ora che la politica più saggia è l’utilizzo ottimale delle Risorse Umane che il Comune di Milano tradizionalmente dispone, grazie a processi di formazione e selezione apprezzabili nell’ambito pubblico.

     

    Ritengo importante per tutti avere l’opportunità di tornare a discutere sul tema della funzionalità della macchina comunale, magari, convocando un Consiglio Straordinario.

     

    Non mi esprimo per mancanza di tempo sulla precedente Amministrazione Albertini, altre volte mi sono espresso in modo fortemente negativo.

     

    Nella primavera scorsa ho avuto modo di denunciare le inefficienze palesate dalla macchina comunale, ad esempio esemplificativo significavo allora, la partita dei parcheggi, e forse non a caso qualche modificazione è stata approntata come nel caso del trasferimento delle competenze in materia di parcheggi dall’Assessore Croci all’Assessore Simini.

     

    La macchina comunale è stata riorganizzata, checché se ne dica, su un modello che ha indebolito l’efficacia dei processi decisionali, moltiplicando i poteri decisionali in un modo tale da produrre sovrapposizione piuttosto che determinatezza circa l’esatto confine dei ruoli.

     

    A questo livello d’intervento attendo una risposta dalla Giunta e nient’altro.

     

    Un atteggiamento dinamico e propositivo piuttosto che paralizzato su posizioni unicamente difensive.

    Infine personalmente credo che il nostro Sindaco abbia agito correttamente nei confronti dell’indagine a suo carico, mantenendo serenità ed offrendo collaborazione agli organi inquirenti.

     

    Così facendo, ovvero mettendo a disposizione della magistratura tutti gli atti richiesti, essa ha dato prova di chiarezza ed onestà intellettuale, le stesse virtù che non dovrà risparmiare qualora dal procedimento in corso emergeranno eventuali responsabilità da parte dei suoi collaboratori: dovrà mettere da parte l’interesse politico e le immancabili pressioni e resistenze protezionistiche, prendere atto delle presumibili conseguenze penali svolgendo con dovere istituzionale le necessarie deduzioni.

     

    In questi momenti serve un contributo trasversale nell’approcciarsi agli eventi.

     

    Non possiamo e non dobbiamo né criminalizzare la magistratura né stigmatizzare le personalità “avvisate”.

     

    In particolare, se mi si concede l’estrema sintesi di una battuta conclusiva, voglio augurare a Lei Signor Sindaco di “potersi difendere nel processo e non dal processo”, ovvero di potersi scagionare nell’apposita sede, l’aula giudiziaria, legittimamente ed opportunamente e non di essere costretta a farlo in campo politico o peggio ancora nell’agorà mediatica, dove il senso dell’intervento della magistratura è costantemente esposto ad una strumentalizzazione che non giova a nessuno, se non al malcostume politico.    

    Operazione " D E R I V A T I " a Milano

     

     

      
     
     

    Consiglio Comunale - Intervento ex art. 21 - OPERAZIONE CONTRATTI DERIVATI

    COMUNE DI MILANO - 05/11/07

     

     

    Cari colleghi,

     

      

    prendo atto in questi giorni, attraverso la vicenda dei cosiddetti"derivati", di quella che si sta rivelando sempre più una greve eredità lasciata dalla Giunta Albertini. Partendo da questa semplice constatazione abbiamo dunque il dovere morale di fare urgentemente chiarezza su di un rischio economico di enorme portata, in quanto ci troviamo di fronte ad una circostanza che può seriamente compromettere i bilanci comunali futuri.

    Al di là degli aspetti tecnici della vicenda ciò che si affaccia davanti ai nostri occhi è una inqualificabile sottrazione del potere di controllo politico del Consiglio Comunale se è vero, come è indubbiamente stato assodato dalla testimonianza dei colleghi che erano presenti di fronte alla giunta Albertini, che già ai tempi della sottoscrizione del provvedimento del prestito obbligazionario agli stessi consiglieri fu impedito l´accesso agli atti per l´opportuna verifica.

    Infatti a suo tempo l´allora Sindaco Albertini si avvalse della facoltà di secretare per trenta giorni i documenti relativi all´operazione, tempo evidentemente necessario per il completamento dell´operazione stessa.

    Ma non basta biasimare un comportamento istituzionalmente illegittimo e porvi immediatamente rimedio; di fronte a fatti del genere occorre ribadire i principi e le finalità del nostro stesso operare di amministratori pubblici.

    Forse qualcosa è da rileggere nel metodo oltre che nel merito.

    Forse è da rivedere il principio della possibilità dell´investimento finanziario per gli enti pubblici, forse non è del tutto giusto accettare che il denaro pubblico sia messo in pericolo dal rischio puramente speculativo, perché una cosa deve essere chiara a tutti e ribadita con convinzione: compito dell´ente locale è restituire la ricchezza raccolta da tasse e contributi in opere e servizi per la popolazione. Altro scopo non dovrebbe essere contemplato negli obiettivi di una Amministrazione Pubblica.

    Se invece ci addentriamo nel campo minato delle operazioni finanziarie (un eloquente esempio è rappresentato dalla sventurata manovra degli anni scorsi operata da Atm sui bond Del Monte) dobbiamo essere oltremodo sicuri che queste operazioni siano completamente scevre da elementi come l´incompetenza o addirittura la malafede, aspetti del comportamento umano la cui presenza non è rara quando si tratta di realizzare vantaggi economici o utilizzare con dimestichezza grosse opportunità finanziarie.

    Relativamente alla responsabilità pubblica non è neppure sufficiente che gli attuali amministratori si dichiarino ottimisti per il futuro.

    Nello specifico caso di Atm nel 2004 la nostra azienda si era esposta per una cifra assai più considerevole di quanto le sue necessità di risanamento di bilancio gli permettessero: in un momento assai delicato di conflittualità sindacale in cui era in dubbio il rinnovo dei contratti dei suoi dipendenti, ATM si permetteva di investire, oltre che per i 10 milioni

    di Bond Del Monte, per un´altra trentina di milioni su obbligazioni Ford che all´epoca era una major tra le più indebitate al mondo?

    Inoltre proprio in questi giorni si viene a sapere che ATM rimane tuttora scottata dal crack Finmek, fallimento piuttosto clamoroso in cui sono rimasti implicati altri 5mila risparmiatori.

    Ai vertici dell´Azienda comunale dei trasporti chiediamo dunque in questa sede un chiaro segnale di discontinuità con la passata gestione ed  il suo avventurismo finanziario.

    Ho portato questo esempio perché oggi occorre che l´attuale Giunta ed il Sindaco Letizia Moratti (che tra l´altro ha tenuto per sé la delega di Assessore al Bilancio) prenda formalmente in prima persona le distanze dalle scelte della giunta Albertini, in modo da sgombrare il campo da ogni

    ambiguità interpretativa.

    In altre parole: questa Giunta mantiene aperti i contratti? Se così fosse questo comportamento può apparire come una responsabilità politica condivisa.

    Ed in estrema sintesi questa Giunta ha verificato quali sono e quali saranno i possibili danni che il Comune di Milano potrebbe subire?

    Alla cittadinanza dobbiamo garantire trasparenza politica e correttezza formale ottenibili, a questo punto della vicenda, solo con una commissione d´inchiesta, senza perdere altro tempo prezioso, che mai come in questo caso significa non perdere altro denaro.

    Appare pertanto indispensabile avviare un´indagine che chiarisca i fatti di questa vicenda, al fine di stabilire eventuali responsabilità sotto il profilo amministrativo, contabile e penale.

    Formalizzerò questa richiesta quanto prima per offrire alla cittadinanza una opportunità di approfondimento e di riparazione che la città di Milano ha diritto.

    Oltre a ciò prendo atto della volontà costruttiva palesata in queste ore da una parte della maggioranza che intravede altri strumenti di confronto interno all´Amministrazione stessa.

    Italia dei Valori, ancora una volta, si schiera dalla parte dei cittadini che hanno il diritto di conoscere se i comportamenti tenuti dagli attori in causa rispondono effettivamente a principi di rigore morale, di visibilità e correttezza amministrativa.

    Linee MM

    • Il tema della mobilità ripropone con forza la questione dello sviluppo e della realizzazione delle nuove Linee metropolitane e del secondo Passante Ferroviario.

      Per quanto se ne può sapere l’unico intervento definito e finanziato è quello della linea 5 nella tratta Garibaldi - Bignami.

      Si è scelto in questo caso la procedura della promozione finanziaria da parte dei privati e si è conclusa l’operazione con l’assegnazione ad un Gruppo d’Imprese dell’incarico di sviluppare il progetto e la realizzazione dell’opera.

      Questa iniziativa avviata dalla Giunta uscente è tutt’ora in sospeso e le notizie che si possono raccogliere in via informale evidenziano difficoltà procedurali perché si sarebbe resa necessaria una modifica significativa di una delle stazioni.

      Sarebbe necessario che di questa situazione venisse informato il Consiglio Comunale e soprattutto che venga illustrato lo stato di procedura e le previsioni di conclusione del percorso realizzativo.

      Non vorremmo che questo lungo periodo di incertezze mettesse a rischio i finanziamenti stanziati dal Governo e che l’opera che doveva iniziare la fase realizzativa entro la prima parte di questo anno scivolasse ulteriormente nel tempo.

      Non si sa più nulla del progetto della Linea 4.

      Ricordo che nel Tavolo aperto col Governo sulle Infrastrutture è stato richiesto il finanziamento del Governo per quest’opera dichiarando che la Gara era già approntata e mancava solo la copertura delle spese statali.

      Il contributo finanziario del Governo è stato assicurato in sede di Legge Finanziaria, anche se in misura inferiore all’originaria richiesta condivisa in un documento del CIPE.

      Mi chiedo se la Giunta ha fatto la sua parte per il finanziamento e per le procedure di gara.

      Va chiarito il quadro amministrativo e finanziario, in tal modo solo facendo per intero tutta la parte spettante all’amministrazione comunale, si può chiedere al Governo di completare il finanziamento mancante.

      Un’attenzione particolare meritano poi i progetti di metropolitane che collegano la città all’hinterland.

      La ragione è evidente; è necessario indirizzare verso il mezzo pubblico una quota significativa dei pendolari da e per Milano.

      In attesa di definire i nuovi interventi extraurbani si deve garantire l’avvio e la conclusione di quelli già programmati o avviati.

      Mi riferisco in particolare al progetto del prolungamento della Linea 1 da Sesto FS a Monza-Bettola, alla cui copertura finanziaria concorrono i Comuni interessati, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, oltre allo Stato che ha già assicurato un finanziamento pari al 60% del costo totale inizialmente fissato.

      Lo sviluppo del progetto definitivo ha evidenziato un aumento del costo dell’opera dovuto prevalentemente alla previsione di una galleria a foro cieco, inizialmente non considerata e ad altri interventi migliorativi.

      Il Comune di Milano è impegnato a coprire una parte della spesa per il materiale rotabile.

      Gli altri comuni interessati (Sesto San Giovanni- Monza- Cinisello Balsamo) hanno di recente proposto all’attenzione del Tavolo Milano la questione del rifinanziamento, che interessa sia lo Stato che gli Enti Locali coinvolti.

      Considerato l’interesse che questo prolungamento ha per la mobilità milanese, la nostra amministrazione deve assumere un ruolo attivo sia nei confronti degli altri Enti Locali che del Governo Centrale, perché si assicuri l’integrazione del finanziamento e si possa conseguentemente avviare a realizzazione questo progetto di sviluppo della Linea 1.

       

       
       

     

    Emergenza Sicurezza: Stazione Centrale

     


    Milano, 11 giugno 2007
     
    Oggetto: intervento ex art. 21 regolamento comunale - Stazione Centrale.
     
    Più che Stazione Centrale si dovrebbe chiamare Stazione Spaziale visti i soggetti che sulla piazza antistante e su quelle laterali si muovono, in qualunque ora della giornata, non mi stupirei, infatti, più di tanto di trovarci qualche marziano aggirarsi sulle aree antistanti.
    Amenità a parte, resta il fatto che sulla zona si consumano situazioni di illegalità che rasentano l’emergenza, credo utile portare all’attenzione del Sig. Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale, la situazione di degrado sociale che si sta materializzando.
    Laddove c’è un problema di degrado sociale c’è un problema di sicurezza, laddove c’è un problema di sicurezza c’è un problema di degrado sociale.
    Complice, a mio avviso, in modo indiretto appare il cantiere di lavoro aperto per la ristrutturazione delle Gallerie delle Carrozze, i cui lavori avviati da molto tempo favoriscono situazioni negative.
    Bisogna mettere ordine in questo, non più tollerabile, guazzabuglio in cui versa tutta l’area intorno alla Stazione centrale di Milano.
    La percezione di insicurezza dei cittadini della zona e dei passeggeri in transito è piuttosto elevata, prevenire situazioni di illegalità prima è più facile che rimuovere situazioni consolidate di comportamenti irregolari, poi.
    Su questa area biglietto da visita per chi giunge a Milano, insistono anche le fermate dei pullman di collegamento tra la nostra città e gli aeroporti lombardi.
    Su questo spazio sono soliti ritrovarsi una serie di personaggi che sono dediti a tutta una sfilza di attività che necessitano di una verifica costante da parte delle Autorità preposte.
    Le cronache dei giornali ci segnalano risse furibonde tra soggetti di diverse etnie.
    Continui litigi e violenze, aspettiamo che ci scappi il morto?
    Scontri tra soggetti che in modo abusivo offrono servizi di trasporto agli ignari cittadini, salvo poi “sistemarlo” all’arrivo a destinazione con cifre da capogiro e taxisti regolari.
    Altri individui che offrono passaggi a donne italiane e straniere arrivate in città, che finiscono come è già successo talvolta con stupri.
    Bambini borseggiatori, sfruttati da adulti.
    Il contesto già pesante nei giorni feriali, si acuisce ancora di più durante le giornate festive quando funge da ritrovo per il popolo degli immigrati di Milano e dintorni.
    Lungi da me dal fare di tutto ciò un discorso di discriminazione verso costoro, che nella maggioranza dei casi sono solo degli onesti poveri cristi che, con questo ritrovarsi, suppliscono alla lontananza dai loro Paesi.
    Ma, siccome ritengo che, e le cronache dei giornali lo confermano, tra tanto gregge qualche pecorella nera è certamente presente, forse sarebbe il caso di attivare su questa area importante per la nostra città, un controllo discreto ma ferreo a tutela di tutti.
    La situazione può precipitare, problemi di ordine pubblico potrebbero sorgere se non si interviene in tempi brevi.
    Bisogna rimuovere queste situazioni per garantire una migliore vivibilità di questo pezzo della nostra città. In tal senso, ho già chiesto al collega Salvini, Presidente della Commissione Sicurezza, di effettuare un sopralluogo in zona Stazione Centrale.
    Altro punto dolente riguarda la situazione della pulizia del piazzale antistante la Stazione Centrale che, specie quando a seguito della distribuzione di cibo ed altro da parte delle più svariate Associazioni umanitarie viene poi lasciato in condizioni pietose, stile stadio dopo la partita.
    Scarseggiano in loco, addirittura, i cestini per poter deporre gli eventuali rifiuti tra cui le innumerevoli bottiglie di birra.
    Ritengo sia giunto il momento di porre ordine a tutto ciò!
    Bisogna puntare alla prevenzione dei problemi, anziché affidarci solo alla repressione.
    Occorre non lasciare zone degradate: il degrado urbano crea il degrado sociale.

    Infrastrutture Metropolitane e Ferroviarie

     
     
    Il tema della mobilità ripropone con forza la questione dello sviluppo e della realizzazione delle nuove Linee metropolitane e del secondo Passante Ferroviario.

    Per quanto se ne può sapere l’unico intervento definito e finanziato è quello della linea 5 nella tratta Garibaldi - Bignami.

    Si è scelto in questo caso la procedura della promozione finanziaria da parte dei privati e si è conclusa l’operazione con l’assegnazione ad un Gruppo d’Imprese dell’incarico di sviluppare il progetto e la realizzazione dell’opera.

    Questa iniziativa avviata dalla Giunta uscente è tutt’ora in sospeso e le notizie che si possono raccogliere in via informale evidenziano difficoltà procedurali perché si sarebbe resa necessaria una modifica significativa di una delle stazioni.

    Sarebbe necessario che di questa situazione venisse informato il Consiglio Comunale e soprattutto che venga illustrato lo stato di procedura e le previsioni di conclusione del percorso realizzativo.

    Non vorremmo che questo lungo periodo di incertezze mettesse a rischio i finanziamenti stanziati dal Governo e che l’opera che doveva iniziare la fase realizzativa entro la prima parte di questo anno scivolasse ulteriormente nel tempo.
    Non si sa più nulla del progetto della Linea 4.

    Ricordo che nel Tavolo aperto col Governo sulle Infrastrutture è stato richiesto il finanziamento del Governo per quest’opera dichiarando che la Gara era già approntata e mancava solo la copertura delle spese statali.
    Il contributo finanziario del Governo è stato assicurato in sede di Legge Finanziaria, anche se in misura inferiore all’originaria richiesta condivisa in un documento del CIPE.

    Mi chiedo se la Giunta ha fatto la sua parte per il finanziamento e per le procedure di gara.
    Va chiarito il quadro amministrativo e finanziario, in tal modo solo facendo per intero tutta la parte spettante all’amministrazione comunale, si può chiedere al Governo di completare il finanziamento mancante.

    Un’attenzione particolare meritano poi i progetti di metropolitane che collegano la città all’hinterland.
    La ragione è evidente; è necessario indirizzare verso il mezzo pubblico una quota significativa dei pendolari da e per Milano.

    In attesa di definire i nuovi interventi extraurbani si deve garantire l’avvio e la conclusione di quelli già programmati o avviati.

    Mi riferisco in particolare al progetto del prolungamento della Linea 1 da Sesto FS a Monza-Bettole, alla cui copertura finanziaria concorrono i Comuni interessati, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, oltre allo Stato che ha già assicurato un finanziamento pari al 60% del costo totale inizialmente fissato.

    Lo sviluppo del progetto definitivo ha evidenziato un aumento del costo dell’opera dovuto prevalentemente alla previsione di una galleria a foro cieco, inizialmente non considerata e ad altri interventi migliorativi.

    Il Comune di Milano è impegnato a coprire una parte della spesa per il materiale rotabile.
    Gli altri comuni interessati (Sesto San Giovanni- Monza- Cinisello Balsamo) hanno di recente proposto all’attenzione del Tavolo Milano la questione del rifinanziamento, che interessa sia lo Stato che gli Enti Locali coinvolti.

    Considerato l’interesse che questo prolungamento ha per la mobilità milanese, la nostra amministrazione deve assumere un ruolo attivo sia nei confronti degli altri Enti Locali che del Governo Centrale, perché si assicuri l’integrazione del finanziamento e si possa conseguentemente avviare a realizzazione questo progetto di sviluppo della Linea 1.

    Naturalmente per ottenere tale risultato occorre sviluppare una forte capacità propositiva concorrendo a stimolare e motivare la macchina comunale al fine di favorire quella progettualità che in questo 1° anno della Giunta Moratti ha fatto parzialmente difetto.
     

    Catania alla guida ATM

     

    Consiglio Comunale
    Gruppo Misto     
    Il Consigliere        
    Raffele Grassi


    Intervento ex art. 21 reg. com.

     

     

    L' ATM spa ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione

    Alla sua guida come Presidente e Amministratore delegato il Sindaco Moratti ha designato l’Ing. Catania, già Amministratore delle Ferrovie dello Stato.

    “L’Italia dei Valori” non intende assumere atteggiamenti critici preconcetti rispetto a questa scelta basandosi sul modo e sui risultati con cui quel ruolo è stato svolto dall’Ing. Catania (come ha fatto la Lega pur essendo parte della maggioranza in comune), riservandosi di valutare il suo operato solo e soltanto nella nuova funzione.

    “L’Italia dei Valori si augura che l’Ing. Catania insieme al nuovo Consiglio di Amministrazione sappiano guidare l’ATM spa con l’impegno necessario a sostenere efficacemente la politica di sviluppo del trasporto pubblico milanese che l’Amministrazione comunale ha promesso di attuare e di cui per ora non si vedono segni convincenti.

    Il contributo dell’ATM spa come quello della MM spa, (l’altra grande società del Comune operante nel settore del trasporto pubblico) sarà determinante ai fini della ripresa della realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, tra cui le linee 4 e 5 della metropolitana e i parcheggi di interscambio.

    Le risorse professionali presenti all’interno della Società, così come le specifiche esperienze maturate nella gestione del più importante sistema integrato di trasporto pubblico locale italiano, sono la premessa per il possibile raggiungimento di questi obbiettivi e più in generale del miglioramento della qualità del servizio, sacrificato dalla precedente Amministrazione Albertini sull’altare dei bilanci in utile.

    Sarà dunque compito del nuovo vertice aziendale valorizzare al meglio queste risorse, non dissipando il patrimonio che l’ATM spa si è conquistata giorno dopo giorno tra i cittadini milanesi, accreditandosi insieme al trasporto pubblico non di linea (taxi) come uno dei fattori indispensabili al buon funzionamento della città, ancorché persistono ancora politiche aziendali incomprensibili, che in giorni particolari quale ad esempio il 1° maggio, e non solo, privano la cittadinanza del servizio di trasporto pubblico collettivo particolarmente essenziale in quelle occasioni.

    L’Italia dei Valori” si ripromette di seguire con grande attenzione quanto verrà fatto in questo senso, disponibile a non far mancare il suo appoggio politico, laddove sia in gioco l’interesse della città, ma fermamente ostile ad una eventuale conduzione dell’ATM di taglio più romano che ambrosiano, maggiormente incline alla linea dell’annuncio piuttosto che dell’operare o peggio intesa come confortevole incarico onorifico per i diretti interessati e gli amicucci della parrochietta del momento.


             Raffaele Grassi

    Milano, 3 maggio 2007