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Raffaele

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Io in breve:


Sono nato a Brindisi il 28 novembre 1955, vivo a Milano dal 1970, sposato con figli.
Ho conseguito il Diploma diInstallatore elettromeccanico, presso l’Istituto Professionale Luigi Settembrini di Milano nel 1974.

 

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Elezioni Politiche

Elezioni Politiche 2008

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Elezioni Politiche 2008

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R I N G R A Z I A M E N T O

 

 STRAORDINARIO RISULTATO

DEL NOSTRO PARTITO,

GRAZIE A TUTTI !!

 

 

 Questo straordinario risultato elettorale a Milano, 37.284 voti, pari al 4,85%, è frutto degli sforzi e dell’impegno profuso da tutti voi in questa breve ma intensa campagna elettorale.

 

E’ grazie a Voi se, da domani, Italia dei Valori avrà più forza per continuare la sua azione in Parlamento e a Palazzo Marino.

 

Grazie per la vostra fiducia.

 

Il mio impegno continuerà sul territorio e dai banchi di Palazzo Marino.

 

                                                                           Raffaele Grassi

                                                                   Consigliere Comunale di Milano

Milano, 15 aprile 2008

 

 

Expo: Una vittoria per l' Italia e per Milano

 

 

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“Grazie, signor Presidente. Signor Sindaco, colleghi, l’assegnazione dell’Expo è una vittoria per l’Italia e per Milano. Io sono orgoglioso di questo risultato, l’Italia dei Valori per mio tramite vuole per prima cosa congratularsi pubblicamente con chi ha concretamente realizzato le condizioni per questo notevole successo, che ci investe direttamente, prima di tutto perché con la designazione dell’Expo 2015 sono stati premiati il senso di responsabilità e il grado di autorevolezza dei nostri rappresentanti istituzionali locali, prima tra tutti il Sindaco, il Presidente della Provincia di Milano, il Governatore regionale.

 

 E poi il Governo italiano in quanto fin dall’inizio ha deciso di investire sulla candidatura di Milano al fine di farla diventare un’opportunità per tutto il sistema Italia, rendendo così possibile ed efficace quella cultura del fare che per noi dell’Italia dei Valori rappresenta un po’ il marchio di fabbrica, ovvero la tanto auspicata sinergia tra i diversi livelli istituzionali. Nonché, esperienza ancora più rara in Italia, la positiva cooperazione tra le opposte appartenenze politiche. Su questa vicenda le istituzioni italiane hanno fatto sistema dimostrando unicamente con la forza dell’impegno che questa è una prassi possibile, una strada praticabile e un’aspettativa credibile quando si condividono obiettivi importanti per l’interesse comune.

Ciò che si è concretizzato in questi giorni è l’occasione autenticamente storica di riuscire a coniugare le possibilità di guadagno a cui tutti guardano con la giustezza spesso scomoda delle necessità sociali.

 

Quella di lunedì è stata indubbiamente una grande vittoria per tutti noi, che rappresentiamo orgogliosamente questa città. Ma dobbiamo renderci conto che questo risultato appartiene a quel genere di vittorie che non saranno mai abbastanza grandi se non saranno vittorie di tutti. Ciò significa non limitarsi a considerare l’aspetto puramente logistico e organizzativo ma guardare già da ora oltre all’evento stesso, programmando lo sviluppo della città fino al 2030.

 

Questo perché percepire il dopo Expo non solo come semplice realtà futura ma soprattutto come priorità politica attuale. Significa oggi riconoscere pubblicamente che la vera ricchezza per tutta l’area interessata non sarà l’evento in sé, con i suoi biglietti venduti e i soggiorni assicurati ma l’indotto che creerà, ovvero l’eredità di un territorio metropolitano e regionale completamente riconfigurato da quel coagulo di insediamenti e infrastrutture che saranno, se riusciranno a rimanere vive e funzionali sul territorio, il vero patrimonio pubblico, il vero bene collettivo che tanto spesso auspichiamo ed invochiamo.

 

Qui non c’è in gioco solo la valorizzazione delle aree che è un aspetto inevitabile della questione, ma piuttosto lo sviluppo dell’intera area metropolitana. Prima di tutto attraverso l’implementazione e il potenziamento di quelle infrastrutture che garantiranno la funzionalità del territorio sia a livello urbano che extra urbano.

 

A tal fine, l’impegno preciso e specifico del Ministro Di Pietro al tavolo per Milano insieme al Sindaco, a Penati e a Formigoni ha visto sempre l’impegno sempre più cosciente dell’importanza della mobilità e del trasporto pubblico per lo sviluppo territoriale. In questi ultimi 18 mesi è stato esemplare della volontà del Governo di dotare Milano e il suo hinterland di nuove linee metropolitane. Impegno ribadito anche su scala regionale, attraverso l’implementazione di grandi opere come la Pedemontana, la BREBEMI e la TEM.

 

Senza atti concreti non è possibile procedere in nessun senso. Ma se questa investitura rappresenta per Milano, la Lombardia e per tutto il nord riconoscimento neppure troppo implicito del ruolo di forza motrice per l’intero Paese non possiamo rinunciare a riflettere sulla questione dell’abbandono mortificante per Malpensa della nostra compagnia di bandiera all’Hub varesino, infatti comprendiamo tutti che all’Expo non può mancare un aeroporto internazionale adeguato. Si è fatto un gran parlare da più parti della società civile e in maniera trasversale anche nel dibattito interno agli schieramenti politici del forte desiderio di rinascita di Milano.

 

Naturalmente si tratta di un desiderio più che legittimo, un’ambizione consentita dalla secolare storia di questa nostra città, una aspirazione che si è lamentata in questi ultimi decenni dall’interminabile attesa di soluzioni risolutive che sono mancate in maniera determinante su questioni che hanno direttamente a che fare con la qualità della vita e il senso del vivere.

 

È un dato di fatto che tutte le grosse metropoli che hanno ospitato grandi eventi, anche di natura diversa tra loro, come Esposizioni e Olimpiadi, quasi sempre ne hanno tratto beneficio per marcare una svolta allo sviluppo urbanistico, nonché per migliorare le infrastrutture interne al proprio Paese, gettando le basi per allacciare e consolidare nuovi collegamenti con il mondo.

 

 Proprio per questo Milano può e deve emanciparsi da quella sorta di paralizzante senso di colpa di cui è vittima dai tempi di Tangentopoli: può e deve rispondere all’obbligo morale di scuotersi dall’assopimento ormai lungo una quindicina d’anni che ha prodotto solamente una concatenazione di interventi d’emergenza e, come tali, privi di quel carattere progettuale che una reale politica di sviluppo possiede. Mi riferisco ai testimoni cruciali che costituiscono l’oggetto del nostro lavoro quotidiano…”.

 “La gestione del traffico. L’ambiente, la politica abitativa dei servizi sociali, tanto per citare alcuni settori di intervento tra i più articolati e complessi che da anni restano in attesa di energici interventi risolutivi. E dunque siamo ancora noi amministratori a dover impedire che i sogni e le ambizioni degli italiani ma direi soprattutto dei milanesi e dei lombardi non affoghino nella miopia dell’affarismo fine a se stesso, nella bieca speculazione, per non dire di peggio, che sicuramente costituirà il pericolo maggiore in questo lungo viaggio di messa in opera dei progetti, considerate le vertiginose proporzioni degli investimenti in previsione. Siamo ad una prova epocale, signor Sindaco, dobbiamo essere in grado di fornire agli occhi del paese una prova encomiabile di correttezza e trasparenza amministrativa”.

 

Evitando assolutamente non solo gli sprechi ma anche le aberrazioni urbanistiche e contabili esistite in passato dalle cosiddette cattedrali nel deserto, all’aumento spropositato dei costi di realizzazione in corso d’opera. Tutte prove del malcostume italico. Il tema della candidatura di Milano a nutrire (inc.) e energia per la vita è un tema ambizioso che coinvolge tutta la comunità milanese e non solo. L’attenzione per una migliore produzione e distribuzione delle risorse alimentari nel mondo è la vera sfida futura della comunità internazionale. L’approvazione di uno sviluppo sostenibile sarà l’orizzonte verso il quale dirigersi. Chiudo davvero, Presidente, l’investitura di Milano avrà dunque l’espressione simbolica di una città che rappresenterà di fronte al mondo la difficile lotta per uno sviluppo sostenibile, lotta che deve utilizzare strumenti non solo e squisitamente economici ma soprattutto di ordine culturale e di sensibilità umanitaria”.

 

“E tutto ciò dovrà costituire un segnale etico indispensabile per il governo della città nei prossimi decenni, grazie”.

 

 

  

Ecopass : Politica del Traffico

 

Il nostro è un settore in cui il margine di miglioramento dell’offerta di servizio esiste, ma occorre anche una visione della politica del traffico diversa ed innovativa da quella adottata negli ultimi quindici anni.

 

In questo senso un primo tentativo di discontinuità con il passato in ambito cittadino lo abbiamo ravvisato con il provvedimento dell’Ecopass, intervento del quale ci siamo parzialmente compiaciuti sul piano del merito, avanzando però fin da subito molti dubbi sulla sua efficacia.

 

La nostra mancanza di fiducia nel ticket d’ingresso è relativa soprattutto alla modesta se non addirittura assente, incidenza sulla riduzione delle polveri sottili e dunque sull’effettivo miglioramento della qualità dell’aria nella zona interessata dall’Ecopass.

 

L’efficacia ambientale di questa ulteriore tassa cittadina è ancora tutta da dimostrare e molto probabilmente i promotori dell’intervento non riusciranno mai a dimostrarla in quanto potranno, nella migliore delle ipotesi, ottenere la riduzione del transito dei mezzi di trasporto privato dal centro cittadino ma non la riduzione dei veicoli circolanti sull’intero territorio urbano, veicoli che oltretutto anziché attraversare diametralmente la città le girano intorno, aumentando di fatto i chilometri percorsi.

 

Il vero obiettivo di una politica di risanamento dell’aria metropolitana è dunque la riduzione del traffico, senza mezzi termini, tutti gli altri interventi sono espedienti palliativi.

 

Un simile risultato si può raggiungere con il provvedimento strutturale delle targhe alterne, ad esempio dal martedì al venerdì, per un lungo periodo, o con la completa chiusura del centro cittadino ai mezzi privati realizzando un radicale potenziamento del trasporto pubblico.

 

Tempo di Elezioni

 

 

Il 29 marzo 2008 ad Assago si è svolta la 4° Assemblea Congressuale del Sindacato di Categoria quale appartengo da molti anni.

Tanti gli argomenti e i graditi ospiti che vi hanno partecipato. Tempo permettendo mi riprometto di provare prossimamente a lasciare alcuni passaggi ed immagini dell’evento, nel frattempo ringrazio tutti i partecipanti nonché  il collega ed amico Adriano Biglio che così anticipava   nel nostro giornalino di categoria

 

 

Nelle giornate del 13 e 14 aprile prossimo si terranno le Elezioni Politiche e si deciderà in quella occasione a quale schieramento i cittadini italiani vorranno affidare le sorti della nazione.

E’ nostra opinione che al di là della parte politica che prevarrà, un compito arduo e difficile attende i vincitori, il presente è infatti avvolto in una profonda crisi di sfiducia che sta riverberando tutta la sua negatività su tutti i settori economici e sociali coinvolgendo in questa spirale di pessimismo tutti gli strati della popolazione.

Sarà pertanto primo compito del futuro governo quello di lanciare un programma che in pochi e ben chiari punti si incarichi di porre rimedio a  quelle scelte, precedentemente operate, che pur ponendosi in un ottica di risanamento dei conti pubblici hanno, di fatto, sottratto risorse ai bilanci familiari mettendo in crisi profondamente non solo all’economie degli appartenenti agli strati sociali più deboli come i lavoratori a basso reddito,  i precari e i pensionati, ma erodendo anche le possibilità di una vasta fetta di appartenenti al ceto medio.

In questo quadro si innesta la vicenda che, come categoria, ci ha coinvolto durante la vita , in questo governo, prima con la richiesta di una liberalizzazione del settore incontrollata che , solo dopo una dura presa di posizione nazionale di tutte le rappresentanze sindacali e l ‘ascesa in sciopero di tutti i tassisti si è riusciti a trasformare in una possibilità per le imprese taxi di svolgere più lavoro liberandole da una serie di pastoie legislative che , di fatto ne impedivano ogni possibilità di flessibilità operativa e conseguentemente ogni possibilità di risposta adeguata ad ogni richiesta di mercato.

Colleghi, però questa vicenda non è chiusa in modo tombale! Era infatti all’esame del passato Governo, su proposta dell’on.  Linda Lanzillotta, un disegno di legge che ancora una volta ritornava sull’ annoso capitolo del trasporto  pubblico locale e che avrebbe  potuto coinvolgerci negativamente, la caduta dell’esecutivo ha di fatto poi annullato tutto ciò, ma esistono affermazioni a voler proseguire in questa direzione nei prossimi tempi.

Sempre più si rende quindi necessario, per garantire un futuro sereno alla Categoria e alle nostre famiglie che si sappiano sfruttare al meglio tutte le capacità e le possibilità che ci vengano offerte.

E’ di questi giorni la candidatura al Parlamento, nelle liste dell’ Italia dei Valori, del nostro presidente Raffaele Grassi, già consigliere Comunale a Milano.

La positività di questa scelta in termini di presenza sui problemi, capacità di acquisizione di informazioni, certezze sulle notizie l’abbiamo già sperimentata    positivamente con riscontri quotidiani nel rapporto tra Amministrazione e Categoria a livello milanese.

Questo ulteriore riconoscimento politico all’impegno del nostro presidente certifica l’apprezzamento che il suo operato ha riscosso anche a livello nazionale, unitamente alla certezza che, Raffele. Qualsiasi sia la sua collocazione, saprà esprimere il massimo impegno nella difesa del nostro lavoro e nella valorizzazione della nostra professionalità, con la tenacia, competenza e assiduità che il lungo tempo trascorso al suo fianco ci ha insegnato essere sue caratteristiche.

 

Linate: ancora sullo stato di degrado

 
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“Grazie, Presidente. Confesso che nel ripropormi di intervenire nuovamente su di un caso più volte riportato nei mesi scorsi all’attenzione di quest’Aula, fatico nel recuperare la fiducia sulla funzionalità della nostra Amministrazione. Trattandosi dunque dell’ennesima riproposizione di precedenti segnalazioni, non farò troppi ulteriori giri di parole per denunciare una condizione di degrado semplicemente vergognosa che tormenta l’aerostazione di Milano Linate. Infatti continuano tutt’oggi indisturbati, quanto impuniti, i servizi illegali di trasporto persone abusivi, prospera l’accattonaggio e quei due casi umani, segnalati più volte, che vivacchiano con mille espedienti all’interno dell’aerostazione continuano indisturbati a dare mostra di sé. Questa situazione è esattamente ciò che avevo denunciato in un’interrogazione presentata in quest’aula ormai cinque mesi fa, e consegnata comunque dopo aver segnalato più volte all’attenzione generale la negatività di questa circostanza. Tutte situazioni riprese, tra l’altro, da vari organi di stampa, televisioni comprese, che a suo tempo la descrissero come un’anomalia per una città come Milano. Ora ritengo che non si possa più tardare ad intervenire, a distanza di tre mesi dalle garanzie ufficialmente offerte dall’assessore Croci, che cito testualmente da una sua lettera del 20 novembre in risposta alla mia interrogazione dell’ottobre precedente, concordava nel ritenere che ‘simili situazioni vanno rimosse senza indugio’, e naturalmente non era meno il Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, tre giorni dopo per l’esattezza, che aggiungeva con solerzia: ‘non posso che condividere la preoccupazione espressa e la grave situazione, rinnovando l’assoluta disponibilità di SEA alla piena collaborazione per risolvere il problema’. Speravo di avere raggiunto un risultato nell’ottenere l’attenzione e le promesse, sia dell’assessore Croci che dal Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, ma devo riscontrare tristemente che le loro parole erano di circostanza, alla prova dei fatti si sono dimostrate il pigro ritualismo di una gestione imbolsita e tutto ciò lo affermo con estrema amarezza, quelle parole erano vane e resteranno tali fino a quando non si darà prova contraria.
Ciò che si chiede, non per accanimento politico, ma semplicemente in virtù del buonsenso, è di raggiungere, da parte di questa Amministrazione, una semplice quanto e sostanziale prova di elementare efficienza. L’abusivismo generalizzato ed il degrado sociale deve essere debellato dall’aerostazione di Milano Linate, e quell’indecoroso, quanto indisturbato spettacolo che l’indigenza offre di se stessa deve essere assolutamente ed immediatamente rimosso, perché a farne le spese davanti al mondo intero è la nostra città, quella stessa città che ci elegge suoi rappresentanti e che da noi si aspetta la capacità di risolvere problemi concreti.
La nostra città, cari colleghi, queste situazioni di degrado in uno dei suoi aeroporti internazionali non lo merita, non lo merita agli occhi dei passeggeri di ogni Paese del mondo che transitano nella nostra aerostazione, non lo merita per l’immagine che ritrova di sè stessa sulle pagine dei giornali, che riportano quello che si denuncia da tempo, ossia: la paralisi delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo che si trasforma nel risibile rimpallarsi di responsabilità tra i vari Enti toccati dal problema. Non lo meritano neppure gli operatori aeroportuali, che quotidianamente lavorano sul posto e che altrettanto quotidianamente sono fatti oggetto delle critiche e delle lamentele dei passeggeri, che sono costretti a subire anche loro la pratica di facchinaggio abusivo da parte del solito personaggio che persiste indisturbato nell’inventarsi, all’interno dell’aerostazione, diverse attività, a seconda del proprio estro quotidiano.
Questi operatori inoltre - e naturalmente lo affermo ben consapevole della gravità di tale affermazione – sono letteralmente esasperati dalla inconcepibile inerzia delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo; a causa dell’aggravamento di questa situazione, già di per sé degenerata, sono prossimi a mobilitarsi.
Ad aggravare la situazione, come dicevo all’inizio, esiste anche un altro caso: è quello dell’extracomunitario che vive accampato, in forma stabile, in un sottoscala dell’aerostazione, tra materiali di scarto, organici e non, masserizie prive di valore, insomma in una situazione di indigenza che fa prosperare solo i topi e gli scarafaggi.
Colleghi, sono costretto, mio malgrado, ad impegnarmi personalmente, signor Presidente, fino alla soluzione di quest’assurda situazione; sarei più appagato ad occuparmi di altro, ma occorre che qualcuno se ne faccia carico personalmente, altrimenti non se ne esce più da questo stallo. Per tutte queste ragioni ho preso la decisione di trattare, signor Presidente, ogni lunedì, in articolo 21, la situazione di degrado dell’aerostazione di Linate fino a quando non sarà definitivamente risolta. Contemporaneamente chiederò al Presidente Osnato un sopralluogo della Commissione Trasporti, affinché possiate rendervi conto di persona dell’inaccettabilità del contesto che ho fin qui descritto, ovvero della persistenza di una gravosa problematica per l’immagine della nostra città e per gli operatori che devono lavorare in tale contesto. E prima di questo sopralluogo ho intenzione di sottoporre, in occasione della prossima Commissione congiunta Bilancio-Mobilità, di mercoledì prossimo, direttamente al Presidente Bonomi la richiesta di venire a capo dell’intera questione. Come vedete, sono ben deciso ad andare fino in fondo alla risoluzione della questione
. Grazie”.

 

Via Calvino : Centro di Accoglienza

 

 

Intervengo per richiamare l’attenzione sulla vicenda del progetto del grosso centro di prima e seconda accoglienza di via Calvino, che se da un lato coinvolte una singola via milanese… sono ben contento e ben lieto che in questo momento l’assessore Masseroli sia in aula, è una questione che riguarda proprio anche la partita dell’Urbanistica; a maggior ragione sono contento della sua presenza. D’altro canto, dicevo, si inserisce in un’area urbana, già messa a dura prova, sotto il profilo del degrado sociale. Emblematica per tutta la zona è la pratica, ormai, consuetudinaria della prostituzione notturna in via Messina e vie limitrofe.
     La situazione di via Calvino, dunque, diventa il paradigma di come sia difficile fronteggiare la tematica delle politiche sociali, dell’urbanistica, dell’immigrazione e della relativa integrazione senza una ferma e coerente programmazione politica. Credo che la vicenda sia nota a tutti quanti, ma come spesso avviene le situazioni problematiche se vengono abbandonate con il passare del tempo non possono che aggravarsi.
     Come ricorderete, in questione qui c’è la costruzione, da parte della Fondazione Fratelli di San Francesco, di un ostello dalla duplice funzione, sia ostello per i senzatetto che mensa per bisognosi, esterni al pensionato stesso. Senz’ombra di dubbio l’evidente intento altro non è che la caritatevole applicazione del sacrosanto diritto all’accoglienza, rivolto, per la maggior parte dei casi, a quei cittadini extracomunitari, ma non solo, che si trovano in difficoltà materiali, se non addirittura miseramente ridotti ad uno stato di indigenza.
     L’intera operazione, che sappiamo consiste nella costruzione di una grande palazzina di cinque piani fuori terra ed uno interrato, essendo stato oggetto di successive varianti di progetto, nel corso di questi ultimi anni, varianti che ne ha fatto lievitare la volumetria complessiva, è stata oggetto di diverse critiche da parte del comitato locale dei cittadini residenti che hanno pervicacemente investito delle proprie contestazioni sia l’Amministrazione Comunale che la Prefettura. Dunque c’è un conflitto implicito al pur nobile intento, conflitto che, appunto, è rappresentato dall’impatto ambientale che una tale massa di diseredati avrebbe con l’intera area.
     Naturalmente siamo tutti d’accordo nel ritenere che le strutture di pubblica utilità debbono inserirsi nel tessuto urbano, senza destare, però, un impatto traumatico nel contesto dell’abitato urbano, avendo perciò cura che i servizi di solidarietà siano distribuiti omogeneamente nel territorio della città, sia nell’interesse degli stessi assistiti che nel rispetto dei nostri cittadini. Ma dobbiamo interrogarci sulla natura di quel limite che tale impatto deve rispettare, dobbiamo rispondere alla legittima preoccupazione di quelle famiglie che rischiano seriamente di entrare a far parte, loro malgrado, di una enclave che assomiglia tanto ad un ghetto predestinato, considerata l’eccezionale concentrazione di diseredati che l’entità dell’intervento assistenziale lascerebbe preventivare.
     Per questo ho già inoltrato la richiesta di un sopralluogo al Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Pennisi, appunto un sopralluogo, perché ci rendessimo…”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
     “Urbanistica. Presidente della Commissione Urbanistica”.
Il consigliere Grassi così interviene:
     “Urbanistica, chiedo scusa, al Presidente dell’Urbanistica, Pennisi, in modo tale che ci rendessimo conto di persona, esattamente, in quale contesto andrebbe a collocarsi l’erogazione di circa un migliaio di pasti giornalieri oltre ad una già cospicua presenza di 500 posti letto del “megaostello”.
     Ho richiesto, come dicevo, appunto, il sopralluogo, perché sulla legittimità del progetto di costruzione della struttura è stato coinvolto anche il Consiglio di Zona 8, con le relative Commissioni, Urbanistica e Sicurezza, intervento che ha sollecitato l’interesse di mezzi di comunicazione lombardi. Naturalmente in questa disamina dovrà essere altrettanto auspicato il vivo coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche Sociali, che con competenza ed esperienza potrà esprimersi in termini di merito sulla funzionalità di questo progetto che deve legittimare la realizzazione di una struttura di accoglienza che, se non sbaglio, si presenta come una delle più grandi d’Europa. Altresì comunico che presenterò in data odierna un’interrogazione agli Assessori competenti. Grazie”.

     

 

Seduta in Consiglio del 22 Gennaio 2008

 
 

Il consigliere Grassi così interviene:

“Grazie, Presidente. Intendo nuovamente segnalare i problemi viabilistici legati al raggiungimento del polo fieristico Rho-Pero, che nonostante i tempi pianificati dalle Istituzioni, Provincia, Regione e Comune, per la realizzazione delle opere stradali necessarie, ancora permangono e, anzi, tendono ad acuirsi assumendo i caratteri della vera e propria emergenza. Già in altre occasioni ho posto all’attenzione la gravità della situazione; nonostante ciò la condizione degli accessi non si è modificata. Voglio ricordare che è stato approvato in quest’aula un Ordine del Giorno, all’unanimità, in occasione della variante per l’Expo, che impegnava, appunto, l’Amministrazione Comunale e le Ferrovie dello Stato a trovare una soluzione viabilistica alternativa.

Il nuovo polo, infatti, emblema della modernità espositiva di Milano, fiore all’occhiello dell’imprenditoria lombarda, continua a far registrare gravi lacune dovute alle carenze infrastrutturali dell’area, chiamata ad ospitare il complesso, nonostante un forte impegno economico da parte del Ministero delle Infrastrutture, del ministro Di Pietro. L’assoluta inadeguatezza dell’attuale viabilità moltiplica i disagi proporzionalmente all’affluenza di pubblico che si registra per i diversi eventi. Il problema è dovuto, come sempre, all’accesso e soprattutto all’uscita da e per la struttura, e quindi alle difficoltà di raggiungere la Fiera, sia attraverso mezzi privati sia attraverso il trasporto pubblico, servizio taxi incluso. In particolare per quest’ultimo, durante il primo giorno di Macef, il 18 gennaio, qualche giorno fa, si è presentata la medesima situazione di congestionamento, sempre rilevata. Ricordo infatti che il deflusso degli utenti in uscita dalla porta est è possibile esclusivamente utilizzando il sottopasso di collegamento con la via Cristina Belgioioso e l’autostrada A8. Tale accesso è ad un’unica corsia, e per entrambi i sensi di marcia, e risulterebbe assolutamente insufficiente anche per una fiera di piccole dimensioni. Nella stessa occasione si è riscontrata l’assoluta mancanza di personale addetto alla Vigilanza Urbana, assenza che ha ulteriormente compromesso la situazione.

Anche qui colgo l’occasione per segnalare la necessità di una convenzione tra i tre Comuni, Milano, Rho e Pero, per magari, appunto, provvedere a sottoscrivere la convenzione che riguarda la Vigilanza Urbana su quell’area. La preoccupazione che qui si avanza è destinata a tradursi in un’ulteriore emergenza in prossimità di momenti espositivi ben più importanti di quella appena trascorsa. Convinto dell’importanza di una struttura moderna ed importante, come ha dimostrato di essere il polo fieristico Rho-Pero; occorre però, al più presto, portare a compimento un efficace sistema viabilistico di appoggio che garantisca la mobilità necessaria.

Colgo l’occasione che c’è… o perlomeno, vedevo fino ad un attimo fa l’assessore Cadeo in aula; sono costretto a segnalare che… anzi, ci segnalano i cittadini, che vengono a riportarvi la deprimente condizione di quello che dovrebbe essere un servizio della cittadinanza, un servizio che dovrebbe essere segno di civiltà e non dovrebbe gravare eccessivamente sulle casse della nostra città, tanto più che è a pagamento con la singola utenza. Mi riferisco ai bagni pubblici in città, che oltre ad essere quantitativamente insufficienti sull’intera area urbana, sono in condizioni inaccettabili per chiunque si avvicini. Lo stato di colpevole disattenzione verso i bagni pubblici, presumibilmente da parte delle imprese che ne devono garantire la funzionalità, si è fatta ormai intollerabile. Le continue segnalazioni che ci pervengono ci informano di un servizio di pulizia svolto assai saltuariamente, ad intervallo di parecchi giorni; siamo di fronte ad un servizio, di fatto, non erogato, che ha finito con il ridurre queste strutture a condizioni incredibili e civicamente inammissibili. Anche la manutenzione avviene a distanza di parecchi giorni, spesso i bagni rimangono fermi anche più di una settimana.

Attualmente la situazione è davvero imbarazzante per chi si dovrebbe occupare del loro funzionamento, perché la loro quasi totalità presenta questa situazione di inefficienza: o la struttura è totalmente spenta, o mostra la spia rossa accesa, ovvero si dichiara fuori servizio. Queste sono le maggiori tipologie dei bagni pubblici della nostra città.

In questo contesto rimane comunque inaccettabile che i cittadini debbano essere costretti a versare una specie di piccola tassa, inteso come caffè o qualsiasi altra bevanda, al bar della zona in cui ci si trova, ed ogni tanto capita pure lì che ci si senta dire che il bagno è rotto, per una pur legittima reazione di diffidenza.

Può darsi che questa situazione di abbandono sia effetto di una certa assuefazione al degrado, può darsi che qualcuno giudichi risolvibile il problema dei bagni pubblici in una metropoli come la nostra, ma noi siamo qui per risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, non solo le grandi questioni di carattere programmatico. Grazie”.

 

 

 

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L’assessore Cadeo così interviene:

“Grazie, Presidente. E’ per rispondere, seppur brevemente, al problema sollevato dal consigliere Grassi, un problema, secondo me, reale e sentito, che è quello dei bagni pubblici. Sarà perché anche la mia età avanzata e quindi, si sa, che avanzando l’età il problema diventa più sentito. In effetti esiste, sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo.

Devo dirle che in Assessorato (lo posso portare alla sua attenzione personale, come quello dell’eventuale Commissione) c’è tutto un programma di interventi, che consiste nel riammodernamento dei bagni esistenti ed in un progetto di collocazione di nuovi bagni. Devo dire che i costi sono abbastanza elevati, nel senso che oggi, per una struttura di questo tipo, si va circa dai 40 ai 50.000 euro. Noi avevamo anche ipotizzato, in una gara che dobbiamo lanciare di pubblicità in campo di arredo, di inserire anche questi elementi, come d’altronde avviene in molte capitali europee. Un sondaggio sul mercato sembrerebbe dirci che non c’è un grande interesse, perché ovviamente queste cose avvengono in genere, appunto, in cambio di pubblicità, a mettere pubblicità su queste installazioni, quindi se questo venisse confermato le spese sarebbero a totale carico dell’Amministrazione.

Però questo programma esiste, io posso illustrarlo quando lei lo ritiene, portarlo a qualsiasi livello. Poi bisogna scegliere questo. Io personalmente investirei su una struttura di questo tipo, perché la ritengo un’esigenza reale.

Per quanto riguarda la manutenzione dei vecchi, questa è in mano ad AMSA; risuggeriremo ad AMSA a tenere, se è possibile, una manutenzione più puntuale di questi servizi, ma essenzialmente c’è bisogno di un intervento abbastanza radicale e proprio sulla struttura. Le illustrerò il piano quando lei vorrà; è una scelta che si può fare, io personalmente la condividerei. Grazie”.

 

 

omissis

 

 

 

 

ECOPASS

 

                                                                            ecopass

L’Amministrazione Comunale è dunque arrivata alla decisione finale sulla controversa gestione della circolazione stradale e del traffico urbano e di conseguenza sui relativi problemi da esso causati che continuano ad affliggere la vita stessa degli abitanti e dei frequentatori della nostra città.

 

Ecco che finalmente la montagna ha partorito il topolino: dopo 18 mesi di ripensamenti e mediazioni ecco che è stata trovata la quadra del provvedimento.

 

Ma come spesso succede quando si cerca di accontentare tutti si rischia di non accontentare nessuno, e qui nessuno può dirsi realmente compiaciuto.

 

Effettivamente soddisfatti, al di là delle dichiarazioni di circostanza, probabilmente non lo sono neppure gli stessi promotori della futura sperimentazione dell’Ecopass.

 

E d’altra parte questo provvedimento non li può accontentare, neppure bleffando con le dichiarazioni di appartenenza, perché gli effetti dell’espediente sperimentato nei prossimi mesi saranno, anche nella più ottimistica delle previsioni, assolutamente incerti sia sul piano della circolazione quantitativa dei veicoli, la cui diminuzione è tra gli obiettivi  dichiarati, sia sul piano degli introiti economici calcolati con tanta perizia.

 

L’Amministrazione Comunale non ha ancora dipanato la questione se il ticket per l’Ecopass è una tassa di scopo ovvero se serve a raccogliere quattrini per realizzare infrastrutture e potenziare i mezzi pubblici, o una azione finalizzata alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.

 

Io, non ho un atteggiamento pregiudizievolmente negativo nei confronti dell’ecopass ma il pagamento del ticket adesso è un po’ come acquistare il diritto ad inquinare.

 

Bisogna dire che altre misure "preparatorie" sarebbero necessarie prima della sua introduzione.

 

La soluzione al groviglio della mobilità milanese non può prescindere da una forte riduzione del traffico privato e da un piano articolato di interventi il cui fulcro resta il trasporto pubblico collettivo, il suo rafforzamento e la sua incentivazione.

 

Bisogna costruire all'ingresso della città dei grandi parcheggi di interscambio dove lasciare l’autovettura, non in Piazza Maciachini, prevedere e realizzare ulteriori corsie preferenziali per i mezzi pubblici, magari non solo circolari ma anche radiali, cioè che prevedano l’attraversamento del centro, e quando non si riesce ad abbassare i livelli di inquinamento anche la circolazione a targhe alterne o la chiusura al traffico l'area delimitata dalle mura spagnole.

 

Per quanto attiene all’inquinamento, l’irriducibile presenza delle polveri sottili che minacciano silenziosamente la nostra salute e l’irrimediabile tempo perso nel traffico milanese richiedono risposte inderogabili nel breve termine, tappe obbligatorie per ogni ordine di priorità.

 

Inoltre bisogna riconoscere che la città è cambiata e cambia tuttora in continuazione: mutano le esigenze dei suoi abitanti perché muta il loro stile di vita. Ciò che traspare da una prima osservazione è che occorre dilatare l’offerta di servizi per mettere a disposizione della popolazione una fruibilità maggiore: un cambio di rotta nell’organizzazione del funzionamento della città, dall’estensione dell’orario di apertura dei negozi all’aumento sostanziale dei mezzi pubblici fino a tarda sera.

 

In estrema sintesi: c’è un sistema di offerta che non risponde alle esigenze della domanda.

 

Per le soluzioni relative alla mobilità la città di Milano non può prescindere  dal dotarsi di un Mobility Manager che modifichi radicalmente l’approccio ai problemi della mobilità cittadina e del suo hinterland, approccio fondamentalmente orientato alla gestione di strategie volte ad assicurare il trasporto delle persone e delle merci in modo efficiente, con riguardo a scopi sociali, ambientali e di risparmio energetico.

 

L’Amministrazione Comunale si trova di fronte alla necessità, ormai diventata inderogabile, di un approccio multidimensionale alla questione della mobilità cittadina.

 

La nostra è una zona costantemente a rischio di inquinamento atmosferico, ed abbiamo l’obbligo morale oltre che giuridico di adottare misure adeguate, ai sensi di legge, come la figura del responsabile della mobilità aziendale, il Mobility Manager.

 

Nonostante le prescrizioni di legge, che ricordo essere sancite dal decreto sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane del 27 marzo 1998, Milano da un pò di tempo continua a rinunciare a questo strumento giuridico di progettualità e coordinamento, strumento di basilare necessità in circostanze complesse come quella di una città metropolitana, quale è Milano.

 

Lasciare una città come Milano senza un Mobility Manager d’area anche solo per pochi mesi vuol dire arrecare un danno alla gestione efficace della mobilità cittadina, perché è necessario un impegno giornaliero continuo per mantenere vivo sul territorio urbano l’interesse alla mobilità sostenibile organizzabile con il mondo privato, che soprattutto a Milano è rappresentato da un tessuto economico di imprese vivo e vitalizzante.

 

 

 

                                                                                     Raffaele Grassi

Dibattito sulle comunicazioni del Sindaco.

4 Dicembre 2007

 

Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori, Cari Colleghi,

 

in un momento così delicato come quello presente, Italia dei Valori richiama l’attenzione di tutta l’aula all’impegno per una maggiore ponderatezza, per poter trasformare con il contributo di tutti la criticità dell’attuale congiuntura in un momento proficuo per il funzionamento futuro dell’attuale Amministrazione.

 

Perciò vorrei rivolgere la mia osservazione sugli ultimi eventi di questi giorni nei confronti di una maggiore responsabilizzazione della  prassi istituzionale da un lato e delle rispettive strategie politiche dall’altra.

 

In questi momenti non serve dileggiare l'avversario politico, né arroccarsi in rituali atteggiamenti difensivi: servono serenità e chiarezza, in altre parole serve responsabilità istituzionale.

 

Attendiamo dunque con attenzione e fiducia l’esito dei procedimenti giudiziari, avendo chiaro sin d’ora che la politica più saggia è l’utilizzo ottimale delle Risorse Umane che il Comune di Milano tradizionalmente dispone, grazie a processi di formazione e selezione apprezzabili nell’ambito pubblico.

 

Ritengo importante per tutti avere l’opportunità di tornare a discutere sul tema della funzionalità della macchina comunale, magari, convocando un Consiglio Straordinario.

 

Non mi esprimo per mancanza di tempo sulla precedente Amministrazione Albertini, altre volte mi sono espresso in modo fortemente negativo.

 

Nella primavera scorsa ho avuto modo di denunciare le inefficienze palesate dalla macchina comunale, ad esempio esemplificativo significavo allora, la partita dei parcheggi, e forse non a caso qualche modificazione è stata approntata come nel caso del trasferimento delle competenze in materia di parcheggi dall’Assessore Croci all’Assessore Simini.

 

La macchina comunale è stata riorganizzata, checché se ne dica, su un modello che ha indebolito l’efficacia dei processi decisionali, moltiplicando i poteri decisionali in un modo tale da produrre sovrapposizione piuttosto che determinatezza circa l’esatto confine dei ruoli.

 

A questo livello d’intervento attendo una risposta dalla Giunta e nient’altro.

 

Un atteggiamento dinamico e propositivo piuttosto che paralizzato su posizioni unicamente difensive.

Infine personalmente credo che il nostro Sindaco abbia agito correttamente nei confronti dell’indagine a suo carico, mantenendo serenità ed offrendo collaborazione agli organi inquirenti.

 

Così facendo, ovvero mettendo a disposizione della magistratura tutti gli atti richiesti, essa ha dato prova di chiarezza ed onestà intellettuale, le stesse virtù che non dovrà risparmiare qualora dal procedimento in corso emergeranno eventuali responsabilità da parte dei suoi collaboratori: dovrà mettere da parte l’interesse politico e le immancabili pressioni e resistenze protezionistiche, prendere atto delle presumibili conseguenze penali svolgendo con dovere istituzionale le necessarie deduzioni.

 

In questi momenti serve un contributo trasversale nell’approcciarsi agli eventi.

 

Non possiamo e non dobbiamo né criminalizzare la magistratura né stigmatizzare le personalità “avvisate”.

 

In particolare, se mi si concede l’estrema sintesi di una battuta conclusiva, voglio augurare a Lei Signor Sindaco di “potersi difendere nel processo e non dal processo”, ovvero di potersi scagionare nell’apposita sede, l’aula giudiziaria, legittimamente ed opportunamente e non di essere costretta a farlo in campo politico o peggio ancora nell’agorà mediatica, dove il senso dell’intervento della magistratura è costantemente esposto ad una strumentalizzazione che non giova a nessuno, se non al malcostume politico.    

Ricapitolando

Attività istituzionale

 Mozione presentata il 25/7/2006
RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO GIOCHI DI VIA GRAF
Approvata il 28/7/2006
Intervento volto ad impegnare il Sindaco e la Giunta affinché mettano a punto e realizzino un massiccio piano di riqualificazione del parco-giochi e dell'area adiacente arricchendo la dotazione di attrezzature per l'infanzia ricavando altresì dall'area verde uno spazio destinato agli animali così da evitare spiacevoli infortuni.

 Mozione presentata il 2/10/2006
AREA POSTEGGIO TAXI PRESSO L'AEROSTAZIONE DI LINATE
Approvata il 2/10/2006
E’ stato necessario esercitare le opportune iniziative nei confronti di SEA perché provveda a ripristinare normali condizioni igieniche nell'area posteggio taxi dell’aerostazione di Linate e a dotare l'intera area posteggio di adeguati servizi, sia igienici che di ristorazione, in grado di garantire sul piano dell'efficienza e del decoro la funzionalità dell’area, sia per gli operatori che per gli utenti.

 Mozione presentata il 15/1/2007
ISTITUZIONE DI UN NUOVO NUMERO UNICO CHIAMATA TAXI NELL'AREA MILANESE
Approvata il 15/1/2007
L’intenzione è stata quella di dare vita ad un numero telefonico breve, di 4 o 5 cifre, per la chiamata taxi, senza prefisso per chiamate effettuate da utenze fisse o mobili all'interno del territorio milanese; altresì si chiede di predisporre un campagna di informazione e pubblicizzazione del servizio telefonico, al fine di favorire forti ricadute positive di immagine per la città di Milano e una migliore funzionalità del servizio taxi.

 Mozione presentata il 30/1/2007
INTERVENTI URGENTI AL FINE DI RIDURRE IL DISAGIO SOCIALE ED ECONOMICO DEI CITTADINI, DEI COMMERCIANTI E DEGLI ARTIGIANI DI VIA LUIGI ORNATO DEL QUARTIERE NIGUARDA
In trattazione
Con questo intervento si è voluto rivedere il piano di viabilità della zona, al fine di agevolare una migliore circolazione delle auto e consentire ai cittadini di raggiungere più facilmente i negozi di via Ornato e delle vie ad essa limitrofe, nonché permettere al quartiere Niguarda di organizzare la festa di via, riducendo l’aggravio economico da sostenere per la chiusura al traffico della strada anche per i mezzi pubblici di trasporto. In generale garantire e valorizzare la vita di questa comunità attraverso altri momenti di aggregazione.
 

Interrogazione Urgente presentata il 15/2/2007
SERRATA BENZINAI
Interrogato il Sindaco per sapere se non riteneva che la serrata dei gestori degli impianti di distribuzione carburante costituisse una situazione di emergenza per il comparto del trasporto persone a mezzo taxi e di conseguenza non ritenesse di intervenire presso le Società A.T.M. ed A.M.S.A. al fine di permettere il rifornimento dei carburanti agli autoveicoli adibiti al servizio taxi, superando in via eccezionale, la vigente limitazione legislativa regionale.

 Emendamento in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, trasformato successivamente in ORDINE DEL GIORNO presentato il 16/4/2007 - APPROVATO CON MODIFICA NELLA SEDUTA DEL 13.9.2007 - COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 71 BILANCIO DI PREVISIONE 2007: "POLITICHE DI INCENTIVAZIONE ALLA SOSTITUZIONE DEL PARCO AUTOVETTURE - TAXI CON MEZZI ECOLOGICI".
Si è impegnato il Sindaco a la Giunta a dare seguito agli impegni politici presi attraverso l'adozione di provvedimenti amministrativi tesi a favorire incentivi comunali per la sostituzione degli autoveicoli alimentati con carburante tradizionale con veicoli alimentati a metano e con mezzi ad emissione zero o a basso impatto ambientate.
In conseguenza dell’approvazione dell’O.d.G.  è stata inserita nel Bilancio 2008  la previsione di spesa di euro 500.000,00.

 Ordine del giorno presentato il  19/7/2007   –  COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 102: "FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ASM BRESCIA S.P.A. IN AEM S.P.A."
Approvato il 25/7/2007
 L’intenzione è stata quella di impegnare il Sindaco e la Giunta  a progettare e sviluppare convenzioni atte a favorire l'intesa fra domanda e offerta finalizzate ad incentivare i cittadini alla realizzazione di opere o alla acquisizione di tecnologie per il risparmio energetico negli edifici; altresì di sostenere, con adeguate iniziative di comunicazione, politiche tese ad incentivare la trasformazione delle 15,000 caldaie a gasolio con impianti a gas o con caldaie ad alta efficienza; infine a predisporre un piano di ricambio del parco veicolare dei mezzi di trasporto pubblico alimentato a gasolio con mezzi a basso impatto ambientale.

Interrogazione presentata il 1/10/2007
IMPIANTI TERMICI
Iniziativa rivolta a conoscere i tempi ed i modi previsti per l'approntamento concreto di programmi atti a favorire e sostenere iniziative che diano luogo a sinergie virtuose tra cittadini, aziende del settore ed enti locali allo scopo di realizzare, come obiettivo prioritario, l’implementazione delle caldaie ed alta efficienza e con il minor impatto ambientale.

Ordine del giorno presentato ed approvato nella seduta del 19.10.2007 - COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 124: "EXPO 2015 - RICHIESTA DI DEFINIRE UN ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI MILANO E FF.SS. PER REALIZZAZIONE STRADA DI CONGIUNZIONE, ADIBITA AL TRASPORTO PUBBLICO, CHE COLLEGHI VIA BARZAGHI CON IL POLO RHO - FIERA".
Tale accordo tra gli Enti sopracitati ha come obbiettivo l’acquisizione di un diritto di superficie e/o la messa a disposizione di una porzione d’area finalizzata alla realizzazione di una porzione d’area per predisporre una strada di congiunzione, adibita esclusivamente al trasporto pubblico, che colleghi la via Barzaghi, termine viabilistico del territorio del Comune di Milano ed il Polo Fieristico Rho-Pero
 
 
Mozione Urgente presentata il 19/10/07
REGOLAMENTAZIONE DELLA SOSTA NEI NUOVI SOTTOAMBITI 12, 13, 21
Approvata emendata il 19/11/07
Si è impegnato il Sindaco e l’Assessore alla Mobilità Trasporti ed Ambiente a modificare l’attuale meccanismo di regolamentazione della sosta attualmente in vigore, prevedendo la fruibilità gratuita dei residenti nei vari sottoambiti sulle strisce blu oltreché sulle strisce gialle.

Interrogazione Urgente presentata il 19/10/2007
AGGRAVAMENTO DEL FENOMENO DELL'ABUSIVISMO PRESSO L'AEROSTAZIONE DI LINATE E LA STAZIONE CENTRALE
In trattazione
In una trasmissione televisiva diffusa da una nota emittente su scala nazionale in data 16 ottobre scorso è stato mostrato il fenomeno dell’abusivismo perpetrato da alcuni autonoleggiatori spacciandosi per tassisti operanti nell’area dell’aeroporto di Linate, area nella quale si concentrava l’inchiesta televisiva. Tale fenomeno, di fatto screditando l’immagine di Milano per i visitatori che arrivano nella nostra città, rappresenta un malcostume deleterio, proprio nel momento in cui la nostra città è impegnata a conquistare l’assegnazione della manifestazione universale EXPO 2015. L’interrogazione intende conoscere quale valutazione di questa situazione viene fatta dalla Giunta e quali misure concrete si intende adottare per combattere il fenomeno dell’abusivismo.

Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto ad integrare la spesa per L’INTRODUZIONE CONTRIBUTO COMUNALE (VOUCHER) A SOSTEGNO DELLA MOBILITA’ DI PERSONE ANZIANE (OVER 65) E NUCLEI FAMILIARI CON SOGGETTI NON AUTOSUFFICIENTI O DIVERSAMENTE ABILI PER L’ACCOMPAGNAMENTO A MEZZO TAXI AD ENTI DI CURA E STRUTTURE OSPEDALIERE.
In conseguenza dell’emendamento si è inserito nel Bilancio 2007 la previsione di spesa di euro 50.000,00.

Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto ad integrare la spesa per L’ISTITUZIONE NUMERO UNICO CHIAMATA TAXI NELL’AREA MILANESE. Su mia sollecitazione l’Assessore alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano si è impegnato a sostenerlo, percorso che si è concluso con l’inserimento del programma di Studio del Numero Unico Chiamata Taxi nel Progetto Cable che oltre al numero unico, prevede una più ampia attività di sviluppo dei servizi ai cittadini trovando  il  suo punto di convergenza nella costruzione del portale della Città di Milano finalizzato ad aumentare l’accessibilità alla rete ed al miglioramento dei servizi.
 
Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto   ad integrare la spesa per LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI SICUREZZA A PROTEZIONE DEI CONDUCENTI DI TAXI (ACQUISTO TECNOLOGIA PER COLLEGAMENTO RADIO). In conseguenza di ciò c’è stata l’espressione di una volontà politica dell’Amministrazione Comunale di inserire nel Bilancio 2007 un  aumento della  previsione di spesa di euro 500.000,00.
Milano, Dicembre 2007

Operazione " D E R I V A T I " a Milano

 

 

  
 
 

Consiglio Comunale - Intervento ex art. 21 - OPERAZIONE CONTRATTI DERIVATI

COMUNE DI MILANO - 05/11/07

 

 

Cari colleghi,

 

  

prendo atto in questi giorni, attraverso la vicenda dei cosiddetti"derivati", di quella che si sta rivelando sempre più una greve eredità lasciata dalla Giunta Albertini. Partendo da questa semplice constatazione abbiamo dunque il dovere morale di fare urgentemente chiarezza su di un rischio economico di enorme portata, in quanto ci troviamo di fronte ad una circostanza che può seriamente compromettere i bilanci comunali futuri.

Al di là degli aspetti tecnici della vicenda ciò che si affaccia davanti ai nostri occhi è una inqualificabile sottrazione del potere di controllo politico del Consiglio Comunale se è vero, come è indubbiamente stato assodato dalla testimonianza dei colleghi che erano presenti di fronte alla giunta Albertini, che già ai tempi della sottoscrizione del provvedimento del prestito obbligazionario agli stessi consiglieri fu impedito l´accesso agli atti per l´opportuna verifica.

Infatti a suo tempo l´allora Sindaco Albertini si avvalse della facoltà di secretare per trenta giorni i documenti relativi all´operazione, tempo evidentemente necessario per il completamento dell´operazione stessa.

Ma non basta biasimare un comportamento istituzionalmente illegittimo e porvi immediatamente rimedio; di fronte a fatti del genere occorre ribadire i principi e le finalità del nostro stesso operare di amministratori pubblici.

Forse qualcosa è da rileggere nel metodo oltre che nel merito.

Forse è da rivedere il principio della possibilità dell´investimento finanziario per gli enti pubblici, forse non è del tutto giusto accettare che il denaro pubblico sia messo in pericolo dal rischio puramente speculativo, perché una cosa deve essere chiara a tutti e ribadita con convinzione: compito dell´ente locale è restituire la ricchezza raccolta da tasse e contributi in opere e servizi per la popolazione. Altro scopo non dovrebbe essere contemplato negli obiettivi di una Amministrazione Pubblica.

Se invece ci addentriamo nel campo minato delle operazioni finanziarie (un eloquente esempio è rappresentato dalla sventurata manovra degli anni scorsi operata da Atm sui bond Del Monte) dobbiamo essere oltremodo sicuri che queste operazioni siano completamente scevre da elementi come l´incompetenza o addirittura la malafede, aspetti del comportamento umano la cui presenza non è rara quando si tratta di realizzare vantaggi economici o utilizzare con dimestichezza grosse opportunità finanziarie.

Relativamente alla responsabilità pubblica non è neppure sufficiente che gli attuali amministratori si dichiarino ottimisti per il futuro.

Nello specifico caso di Atm nel 2004 la nostra azienda si era esposta per una cifra assai più considerevole di quanto le sue necessità di risanamento di bilancio gli permettessero: in un momento assai delicato di conflittualità sindacale in cui era in dubbio il rinnovo dei contratti dei suoi dipendenti, ATM si permetteva di investire, oltre che per i 10 milioni

di Bond Del Monte, per un´altra trentina di milioni su obbligazioni Ford che all´epoca era una major tra le più indebitate al mondo?

Inoltre proprio in questi giorni si viene a sapere che ATM rimane tuttora scottata dal crack Finmek, fallimento piuttosto clamoroso in cui sono rimasti implicati altri 5mila risparmiatori.

Ai vertici dell´Azienda comunale dei trasporti chiediamo dunque in questa sede un chiaro segnale di discontinuità con la passata gestione ed  il suo avventurismo finanziario.

Ho portato questo esempio perché oggi occorre che l´attuale Giunta ed il Sindaco Letizia Moratti (che tra l´altro ha tenuto per sé la delega di Assessore al Bilancio) prenda formalmente in prima persona le distanze dalle scelte della giunta Albertini, in modo da sgombrare il campo da ogni

ambiguità interpretativa.

In altre parole: questa Giunta mantiene aperti i contratti? Se così fosse questo comportamento può apparire come una responsabilità politica condivisa.

Ed in estrema sintesi questa Giunta ha verificato quali sono e quali saranno i possibili danni che il Comune di Milano potrebbe subire?

Alla cittadinanza dobbiamo garantire trasparenza politica e correttezza formale ottenibili, a questo punto della vicenda, solo con una commissione d´inchiesta, senza perdere altro tempo prezioso, che mai come in questo caso significa non perdere altro denaro.

Appare pertanto indispensabile avviare un´indagine che chiarisca i fatti di questa vicenda, al fine di stabilire eventuali responsabilità sotto il profilo amministrativo, contabile e penale.

Formalizzerò questa richiesta quanto prima per offrire alla cittadinanza una opportunità di approfondimento e di riparazione che la città di Milano ha diritto.

Oltre a ciò prendo atto della volontà costruttiva palesata in queste ore da una parte della maggioranza che intravede altri strumenti di confronto interno all´Amministrazione stessa.

Italia dei Valori, ancora una volta, si schiera dalla parte dei cittadini che hanno il diritto di conoscere se i comportamenti tenuti dagli attori in causa rispondono effettivamente a principi di rigore morale, di visibilità e correttezza amministrativa.

La Coppa dei Campioni del Mondo

 
 

V day

 

 

 

Nel giorno del V day ho autentificato almeno 1000 firme in poche ore.

Linee MM

  • Il tema della mobilità ripropone con forza la questione dello sviluppo e della realizzazione delle nuove Linee metropolitane e del secondo Passante Ferroviario.

    Per quanto se ne può sapere l’unico intervento definito e finanziato è quello della linea 5 nella tratta Garibaldi - Bignami.

    Si è scelto in questo caso la procedura della promozione finanziaria da parte dei privati e si è conclusa l’operazione con l’assegnazione ad un Gruppo d’Imprese dell’incarico di sviluppare il progetto e la realizzazione dell’opera.

    Questa iniziativa avviata dalla Giunta uscente è tutt’ora in sospeso e le notizie che si possono raccogliere in via informale evidenziano difficoltà procedurali perché si sarebbe resa necessaria una modifica significativa di una delle stazioni.

    Sarebbe necessario che di questa situazione venisse informato il Consiglio Comunale e soprattutto che venga illustrato lo stato di procedura e le previsioni di conclusione del percorso realizzativo.

    Non vorremmo che questo lungo periodo di incertezze mettesse a rischio i finanziamenti stanziati dal Governo e che l’opera che doveva iniziare la fase realizzativa entro la prima parte di questo anno scivolasse ulteriormente nel tempo.

    Non si sa più nulla del progetto della Linea 4.

    Ricordo che nel Tavolo aperto col Governo sulle Infrastrutture è stato richiesto il finanziamento del Governo per quest’opera dichiarando che la Gara era già approntata e mancava solo la copertura delle spese statali.

    Il contributo finanziario del Governo è stato assicurato in sede di Legge Finanziaria, anche se in misura inferiore all’originaria richiesta condivisa in un documento del CIPE.

    Mi chiedo se la Giunta ha fatto la sua parte per il finanziamento e per le procedure di gara.

    Va chiarito il quadro amministrativo e finanziario, in tal modo solo facendo per intero tutta la parte spettante all’amministrazione comunale, si può chiedere al Governo di completare il finanziamento mancante.

    Un’attenzione particolare meritano poi i progetti di metropolitane che collegano la città all’hinterland.

    La ragione è evidente; è necessario indirizzare verso il mezzo pubblico una quota significativa dei pendolari da e per Milano.

    In attesa di definire i nuovi interventi extraurbani si deve garantire l’avvio e la conclusione di quelli già programmati o avviati.

    Mi riferisco in particolare al progetto del prolungamento della Linea 1 da Sesto FS a Monza-Bettola, alla cui copertura finanziaria concorrono i Comuni interessati, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, oltre allo Stato che ha già assicurato un finanziamento pari al 60% del costo totale inizialmente fissato.

    Lo sviluppo del progetto definitivo ha evidenziato un aumento del costo dell’opera dovuto prevalentemente alla previsione di una galleria a foro cieco, inizialmente non considerata e ad altri interventi migliorativi.

    Il Comune di Milano è impegnato a coprire una parte della spesa per il materiale rotabile.

    Gli altri comuni interessati (Sesto San Giovanni- Monza- Cinisello Balsamo) hanno di recente proposto all’attenzione del Tavolo Milano la questione del rifinanziamento, che interessa sia lo Stato che gli Enti Locali coinvolti.

    Considerato l’interesse che questo prolungamento ha per la mobilità milanese, la nostra amministrazione deve assumere un ruolo attivo sia nei confronti degli altri Enti Locali che del Governo Centrale, perché si assicuri l’integrazione del finanziamento e si possa conseguentemente avviare a realizzazione questo progetto di sviluppo della Linea 1.

     

     
     

No alla droga

 Iniziativa della Presidenza del Consiglio comunale

 

Manfredi Palmeri e quattro consiglieri si sono sottoposti al test. Un modo per ribadire l’importanza della salute e della corretta informazione e per dare anche un segnale di trasparenza verso i cittadini

“Oggi consiglieri comunali di schieramenti politici diversi, con sensibilità talvolta molto distanti tra loro sul tema della droga, hanno scelto volontariamente di effettuare il test. Abbiamo mantenuto una promessa formulata pubblicamente, ribadendo l’importanza della salute e della corretta informazione, dando anche un segnale di trasparenza verso i cittadini che, giustamente, chiedono maggiore conoscenza di chi li rappresenta”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri che si è sottoposto, presso il Centro Prelievi dell’Ospedale Niguarda, ai test antidroga per la rilevazione delle diverse sostanze (cocaina, cannabis e oppiacei).
Hanno effettuato l’esame anche i consiglieri comunali Andrea Fanzago, Carlo Fidanza, Raffaele Grassi, Ines Quartieri.

....

rif: Comune di Milano

 

Emergenza Sicurezza: Stazione Centrale

 


Milano, 11 giugno 2007
 
Oggetto: intervento ex art. 21 regolamento comunale - Stazione Centrale.
 
Più che Stazione Centrale si dovrebbe chiamare Stazione Spaziale visti i soggetti che sulla piazza antistante e su quelle laterali si muovono, in qualunque ora della giornata, non mi stupirei, infatti, più di tanto di trovarci qualche marziano aggirarsi sulle aree antistanti.
Amenità a parte, resta il fatto che sulla zona si consumano situazioni di illegalità che rasentano l’emergenza, credo utile portare all’attenzione del Sig. Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale, la situazione di degrado sociale che si sta materializzando.
Laddove c’è un problema di degrado sociale c’è un problema di sicurezza, laddove c’è un problema di sicurezza c’è un problema di degrado sociale.
Complice, a mio avviso, in modo indiretto appare il cantiere di lavoro aperto per la ristrutturazione delle Gallerie delle Carrozze, i cui lavori avviati da molto tempo favoriscono situazioni negative.
Bisogna mettere ordine in questo, non più tollerabile, guazzabuglio in cui versa tutta l’area intorno alla Stazione centrale di Milano.
La percezione di insicurezza dei cittadini della zona e dei passeggeri in transito è piuttosto elevata, prevenire situazioni di illegalità prima è più facile che rimuovere situazioni consolidate di comportamenti irregolari, poi.
Su questa area biglietto da visita per chi giunge a Milano, insistono anche le fermate dei pullman di collegamento tra la nostra città e gli aeroporti lombardi.
Su questo spazio sono soliti ritrovarsi una serie di personaggi che sono dediti a tutta una sfilza di attività che necessitano di una verifica costante da parte delle Autorità preposte.
Le cronache dei giornali ci segnalano risse furibonde tra soggetti di diverse etnie.
Continui litigi e violenze, aspettiamo che ci scappi il morto?
Scontri tra soggetti che in modo abusivo offrono servizi di trasporto agli ignari cittadini, salvo poi “sistemarlo” all’arrivo a destinazione con cifre da capogiro e taxisti regolari.
Altri individui che offrono passaggi a donne italiane e straniere arrivate in città, che finiscono come è già successo talvolta con stupri.
Bambini borseggiatori, sfruttati da adulti.
Il contesto già pesante nei giorni feriali, si acuisce ancora di più durante le giornate festive quando funge da ritrovo per il popolo degli immigrati di Milano e dintorni.
Lungi da me dal fare di tutto ciò un discorso di discriminazione verso costoro, che nella maggioranza dei casi sono solo degli onesti poveri cristi che, con questo ritrovarsi, suppliscono alla lontananza dai loro Paesi.
Ma, siccome ritengo che, e le cronache dei giornali lo confermano, tra tanto gregge qualche pecorella nera è certamente presente, forse sarebbe il caso di attivare su questa area importante per la nostra città, un controllo discreto ma ferreo a tutela di tutti.
La situazione può precipitare, problemi di ordine pubblico potrebbero sorgere se non si interviene in tempi brevi.
Bisogna rimuovere queste situazioni per garantire una migliore vivibilità di questo pezzo della nostra città. In tal senso, ho già chiesto al collega Salvini, Presidente della Commissione Sicurezza, di effettuare un sopralluogo in zona Stazione Centrale.
Altro punto dolente riguarda la situazione della pulizia del piazzale antistante la Stazione Centrale che, specie quando a seguito della distribuzione di cibo ed altro da parte delle più svariate Associazioni umanitarie viene poi lasciato in condizioni pietose, stile stadio dopo la partita.
Scarseggiano in loco, addirittura, i cestini per poter deporre gli eventuali rifiuti tra cui le innumerevoli bottiglie di birra.
Ritengo sia giunto il momento di porre ordine a tutto ciò!
Bisogna puntare alla prevenzione dei problemi, anziché affidarci solo alla repressione.
Occorre non lasciare zone degradate: il degrado urbano crea il degrado sociale.

Progetto di aggregazione AEM - ASM

 
Comunicazione del Sindaco del 4 giugno 2007 (art. 22 reg. com.)
Progetto di aggregazione AEM - ASM
 
omissis

Intervento di Raffaele Grassi
 
La fusione delle società AEM/ASM è una operazione cosiddetta settentrionale, che va curata con molta attenzione nell’interesse dei cittadini.
Un operazione settentrionale con la quale l’interesse per i cittadini deve produrre un beneficio tariffario sui servizi offerti dalle attività della società milanese e le altre collegate.
Abbiamo avuto altre situazioni di accorpamento, di aggregazione ma molto spesso queste operazioni non hanno portato risparmi e benefici al cittadino consumatore.
Un accorpamento, questo, che può far bene alla ripresa economica del Paese Italia.
Il modello di Governance paritetica, l’aspetto Duale appare però quanto meno pericoloso, poichè quando ci sarà da decidere per davvero i problemi arriveranno; appena si dovrà decidere su operazioni più vicine alle esigenze di Milano piuttosto che di Brescia.
Il mantenere la Società con partecipazione pubblica di maggioranza è un aspetto positivo che mi vede d’accordo.
Un progetto per l’energia così importante per la nostra città, però necessita di un approfondimento più particolareggiato di quanto è stato rappresentato nella relazione del Sindaco.
Concludo sottolineando che il piano industriale sarà necessariamente sottoposto ad un esame dettagliato, bisogna considerare tra le altre cose, anche, quali saranno gli effetti sulle maestranze milanesi e bresciane.

Infrastrutture Metropolitane e Ferroviarie

 
 
Il tema della mobilità ripropone con forza la questione dello sviluppo e della realizzazione delle nuove Linee metropolitane e del secondo Passante Ferroviario.

Per quanto se ne può sapere l’unico intervento definito e finanziato è quello della linea 5 nella tratta Garibaldi - Bignami.

Si è scelto in questo caso la procedura della promozione finanziaria da parte dei privati e si è conclusa l’operazione con l’assegnazione ad un Gruppo d’Imprese dell’incarico di sviluppare il progetto e la realizzazione dell’opera.

Questa iniziativa avviata dalla Giunta uscente è tutt’ora in sospeso e le notizie che si possono raccogliere in via informale evidenziano difficoltà procedurali perché si sarebbe resa necessaria una modifica significativa di una delle stazioni.

Sarebbe necessario che di questa situazione venisse informato il Consiglio Comunale e soprattutto che venga illustrato lo stato di procedura e le previsioni di conclusione del percorso realizzativo.

Non vorremmo che questo lungo periodo di incertezze mettesse a rischio i finanziamenti stanziati dal Governo e che l’opera che doveva iniziare la fase realizzativa entro la prima parte di questo anno scivolasse ulteriormente nel tempo.
Non si sa più nulla del progetto della Linea 4.

Ricordo che nel Tavolo aperto col Governo sulle Infrastrutture è stato richiesto il finanziamento del Governo per quest’opera dichiarando che la Gara era già approntata e mancava solo la copertura delle spese statali.
Il contributo finanziario del Governo è stato assicurato in sede di Legge Finanziaria, anche se in misura inferiore all’originaria richiesta condivisa in un documento del CIPE.

Mi chiedo se la Giunta ha fatto la sua parte per il finanziamento e per le procedure di gara.
Va chiarito il quadro amministrativo e finanziario, in tal modo solo facendo per intero tutta la parte spettante all’amministrazione comunale, si può chiedere al Governo di completare il finanziamento mancante.

Un’attenzione particolare meritano poi i progetti di metropolitane che collegano la città all’hinterland.
La ragione è evidente; è necessario indirizzare verso il mezzo pubblico una quota significativa dei pendolari da e per Milano.

In attesa di definire i nuovi interventi extraurbani si deve garantire l’avvio e la conclusione di quelli già programmati o avviati.

Mi riferisco in particolare al progetto del prolungamento della Linea 1 da Sesto FS a Monza-Bettole, alla cui copertura finanziaria concorrono i Comuni interessati, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, oltre allo Stato che ha già assicurato un finanziamento pari al 60% del costo totale inizialmente fissato.

Lo sviluppo del progetto definitivo ha evidenziato un aumento del costo dell’opera dovuto prevalentemente alla previsione di una galleria a foro cieco, inizialmente non considerata e ad altri interventi migliorativi.

Il Comune di Milano è impegnato a coprire una parte della spesa per il materiale rotabile.
Gli altri comuni interessati (Sesto San Giovanni- Monza- Cinisello Balsamo) hanno di recente proposto all’attenzione del Tavolo Milano la questione del rifinanziamento, che interessa sia lo Stato che gli Enti Locali coinvolti.

Considerato l’interesse che questo prolungamento ha per la mobilità milanese, la nostra amministrazione deve assumere un ruolo attivo sia nei confronti degli altri Enti Locali che del Governo Centrale, perché si assicuri l’integrazione del finanziamento e si possa conseguentemente avviare a realizzazione questo progetto di sviluppo della Linea 1.

Naturalmente per ottenere tale risultato occorre sviluppare una forte capacità propositiva concorrendo a stimolare e motivare la macchina comunale al fine di favorire quella progettualità che in questo 1° anno della Giunta Moratti ha fatto parzialmente difetto.
 

“QUALE OPPOSIZIONE A PALAZZO MARINO?”

 

Via Borgogna 3 Milano 

ITALIA DEI VALORI di Milano
organizza un dibattito con i cittadini
VENERDI’ 18 MAGGIO 2007
ORE 20.30
 sul tema :
“QUALE OPPOSIZIONE A PALAZZO MARINO?”
“Cosa deve fare oggi il centrosinistra
per tornare a vincere al Comune di Milano.”
Intervengono:
Marilena Adamo  Capogruppo al Comune di Milano
Maurizio Baruffi  Capogruppo al Comune di Milano (Verdi)
Davide Corritore  Consigliere Comunale di Milano (Lista Ferrante)
Raffaele Grassi  Consigliere Comunale IDV (Gruppo Misto)
Basilio Rizzo  Capogruppo al Comune di Milano (Lista Fo)
Merlin Vladimiro  Capogruppo al Comune di Milano (PRC)
Modera:
Riccardo Martucci Coordinatore Italia dei Valori di Milano

Intervento di Raffaele Grassi

Negli anni passati il centrosinistra a Milano è apparso ai più come un giocatore di rimessa rispetto all’azione di governo cittadino, piuttosto che come soggetto politico capace di incalzare ed elaborare forti proposte amministrative in grado di raccogliere il consenso di quell’elettorato tipicamente milanese, pragmatico, concreto, rimasto privo dei riferimenti del riformismo socialista, per decenni elemento centrale della politica italiana.
Che piaccia o meno la sfida politica come è dimostrato dai sindaci di centrosinistra alla guida delle grandi città italiane, vedi Roma, Torino, Venezia, si vince sul terreno della capacità di risposta alle aspettative di quella larga fascia di elettorato del centro moderato.
Anche questo primo anno di consiliatura sta disegnando un atteggiamento non sempre convincente dell’opposizione di Palazzo Marino, troppe volte simile al recente passato, anche se bisogna fare i conti con chi detta i tempi dell’agenda amministrativa.
Il Governo nazionale attuale è una opportunità che va colta dalla opposizione del Centrosinistra di Palazzo Marino, per sottrarla ad un ruolo altrimenti subalterno e limitato.
Il Tavolo Milano che vede partecipare tutte le istituzioni locali ed il Governo nazionale, può essere in particolare uno strumento di eccezionale efficacia per rovesciare la situazione in modo a noi favorevole.
 
E mi spiego meglio, al tavolo Milano il centrosinistra deve trovare un ruolo attivo ed autorevole attenuando così gli aspetti di gestione personalistica che i media tendono in un modo semplificativo a ridurre una partita direttamente tra il Sindaco Moratti ed il Governo.
Naturalmente per ottenere tale risultato occorre sviluppare in pari dignità politica con la Giunta una forte capacità propositiva concorrendo a stimolare e motivare la macchina comunale al fine di favorire quella progettualità che in questo 1° anno della Giunta Moratti per le ragioni, sulle quali mi riservo di tornare, ha fatto parzialmente difetto.
Per entrare nel merito della mia esperienza personale e del mio interesse politico-amministrativo, i temi legati alla mobilità delle persone e delle merci sono alcuni elementi sui quali lavorare con l’obbiettivo di portarli all’attenzione del Tavolo Milano.
Ritengo importante ritornare sul tema della funzionalità della macchina comunale.
In altre occasioni ho avuto modo di denunciare le inefficienze palesate dalla macchina comunale in questo 1° anno della Giunta Moratti.
La macchina comunale è stata riorganizzata su un modello che vede frantumata l’unitarietà dei processi decisionali, con l’attribuzione dei relativi poteri in modo tale da portare a sovrapposizione, piuttosto che indeterminatezza circa l’esatto confine dei ruoli.
Valgono come esempi il blocco dei parcheggi sotterranei, piuttosto che la mancata progettualità ed attuazione della segnaletica stradale, materia questa che mette fortemente a rischio la sicurezza stradale dei cittadini milanesi.
Circa 2 mesi fa ho messo a disposizione dell’Assessore Croci del materiale fotografico che certificavano tale disastrosa realtà.
Dopo una prima visione del materiale fotografico, lo stesso mi ha indicato che  tale materia non rientrava nelle proprie competenze e mi indicava l’Assessore ai Lavori Pubblici, Simini, il soggetto al quale rivolgere la problematica.
Sono rimasto sbigottito quando l’Assessore Simini mi dichiarava la sua incompetenza, poiché lui è solo l’esecutore di una progettualità, che sta in capo al Settore Mobilità, ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta nel merito, voi capirete che se tanto mi da tanto la macchina comunale qualche problemino lo denuncia.
Questa situazione che considero molto grave è generalmente diffusa all’interno  dell’organizzazione comunale e quindi carica di implicazioni negative per il buon andamento della attività amministrativa e sulla quale invito gli amici del centrosinistra per gli approfondimenti del caso e le conseguenti iniziative da assumere.
Le disfunzioni provocate dal nuovo modello organizzativo introdotto sono state sicuramente aggravate dalla politica di assunzione massiccia di dirigenti che oggi è
all’attenzione della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica, anche, grazie alla vigilanza sul tema da parte di alcuni amici qui presenti.
Questi inserimenti sono avvenuti con una logica di incursione della politica dettato, il più delle volte da uno spirito clientelare, attingendo esperienze dal mondo del lavoro prevalentemente privato, estraneo alle competenze ed esperienze nella Pubblica Amministrazione, oltretutto con politiche retributive discriminatorie nei confronti della Dirigenza comunale in servizio, con effetti devastanti.
 
Attendiamo con attenzione l’esito dei ricorsi, dichiarando sin d’ora che la politica più saggia è l’utilizzo ottimale delle risorse umane che il Comune di Milano tradizionalmente dispone, grazie a processi di formazione e selezione apprezzabili.
Analogo atteggiamento responsabile va tenuto nei confronti del sistema delle Società partecipate e/o controllate, sia sotto il profilo della professionalità del management, che  dei criteri retributivi.
Su questo ritengo che il Sindaco debba dare conto alla città ed al Consiglio Comunale con una chiarezza e trasparenza che al momento non paiono esserci.
A titolo esemplificativo vale per tutti il caso SEA-BENCINI, costato circa 1.500.00,00 € alla città di Milano, che nei prossimi 3 anni avrà 2 Presidenti pagati, uno al lavoro, l’altro in sue faccende affaccendate.
Concludendo ed in sintesi il Centrosinistra a mio avviso deve attivarsi ed operarsi nei prossimi anni per il raggiungimento degli obbiettivi programmatici indicati nel documento dell’Unione al quale, Italia dei Valori ha dato il suo contributo, naturalmente senza far mancare la nostra attenzione ai principi di solidarietà e vicinanza ai problemi della vecchia e nuova emarginazione sociale, attuando politiche ispirate al pragmatismo ambrosiano, capace di dare soluzione ai problemi dei cittadini, e recuperando così l’elettorato del centro moderato.
 
I colleghi con le loro esperienze e competenze politiche  hanno trattato altri temi importanti che dovremo mettere nell’agenda di governo di questa città.
Ambiente, sicurezza, casa, cultura temi questi che concorrono insieme ad altri ad una migliore vivibilità della città.
 

 

Catania alla guida ATM

 

Consiglio Comunale
Gruppo Misto     
Il Consigliere        
Raffele Grassi


Intervento ex art. 21 reg. com.

 

 

L' ATM spa ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione

Alla sua guida come Presidente e Amministratore delegato il Sindaco Moratti ha designato l’Ing. Catania, già Amministratore delle Ferrovie dello Stato.

“L’Italia dei Valori” non intende assumere atteggiamenti critici preconcetti rispetto a questa scelta basandosi sul modo e sui risultati con cui quel ruolo è stato svolto dall’Ing. Catania (come ha fatto la Lega pur essendo parte della maggioranza in comune), riservandosi di valutare il suo operato solo e soltanto nella nuova funzione.

“L’Italia dei Valori si augura che l’Ing. Catania insieme al nuovo Consiglio di Amministrazione sappiano guidare l’ATM spa con l’impegno necessario a sostenere efficacemente la politica di sviluppo del trasporto pubblico milanese che l’Amministrazione comunale ha promesso di attuare e di cui per ora non si vedono segni convincenti.

Il contributo dell’ATM spa come quello della MM spa, (l’altra grande società del Comune operante nel settore del trasporto pubblico) sarà determinante ai fini della ripresa della realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, tra cui le linee 4 e 5 della metropolitana e i parcheggi di interscambio.

Le risorse professionali presenti all’interno della Società, così come le specifiche esperienze maturate nella gestione del più importante sistema integrato di trasporto pubblico locale italiano, sono la premessa per il possibile raggiungimento di questi obbiettivi e più in generale del miglioramento della qualità del servizio, sacrificato dalla precedente Amministrazione Albertini sull’altare dei bilanci in utile.

Sarà dunque compito del nuovo vertice aziendale valorizzare al meglio queste risorse, non dissipando il patrimonio che l’ATM spa si è conquistata giorno dopo giorno tra i cittadini milanesi, accreditandosi insieme al trasporto pubblico non di linea (taxi) come uno dei fattori indispensabili al buon funzionamento della città, ancorché persistono ancora politiche aziendali incomprensibili, che in giorni particolari quale ad esempio il 1° maggio, e non solo, privano la cittadinanza del servizio di trasporto pubblico collettivo particolarmente essenziale in quelle occasioni.

L’Italia dei Valori” si ripromette di seguire con grande attenzione quanto verrà fatto in questo senso, disponibile a non far mancare il suo appoggio politico, laddove sia in gioco l’interesse della città, ma fermamente ostile ad una eventuale conduzione dell’ATM di taglio più romano che ambrosiano, maggiormente incline alla linea dell’annuncio piuttosto che dell’operare o peggio intesa come confortevole incarico onorifico per i diretti interessati e gli amicucci della parrochietta del momento.


         Raffaele Grassi

Milano, 3 maggio 2007

Comunicato Stampa


COMUNICATO STAMPA
Grassi: “Più trasparenza e più controlli
contro i tassametri truccati”

Raffaele Grassi, consigliere comunale di Milano dell’Italia dei Valori, commenta la vicenda dei tassametri “truccati” e chiede controlli precisi e puntuali per garantire la massima trasparenza per operatori ed utenti.
 
“E’ giusto che le degenerazioni ed i comportamenti scorretti vengano puniti, anche se è bene ricordare che sulla vicenda degli strumenti tassametrici illecitamente modificati, al fine di alterare le tariffe, è ancora in corso un’indagine della Magistratura nella quale abbiamo la massima fiducia. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso”.
 
“Sono un tassista da quasi trent’anni – aggiunge l’esponente di IdV – e sono certo che i molti tassisti onesti sono i primi a volere maggiore trasparenza e controlli più precisi e puntuali, anche perché sono anche i primi ad essere danneggiati, in termini economici e d’immagine, da eventuali comportamenti al di fuori della legalità”.
 
“A tal proposito – conclude Grassi – credo che l’Amministrazione comunale di Milano dovrebbe investire maggiori risorse per dotarsi del personale e degli strumenti di controllo adeguati. Chiederò che sia il Comune a farsi garante dell’inserimento delle tariffe negli strumenti tassametrici, così da poter assicurare la massima legalità e trasparenza, nell’interesse degli utenti e degli stessi operatori del settore”.
 
Raffaele Grassi
Italia dei Valori

Milano, 25 aprile 2007
Ufficio comunicazione
Italia dei Valori Lombardia

Dibattito sulla S I C U R E Z Z A ( Intervento 19 04 2007 )

Sicurezza

 La legalità va fatta rispettare nei confronti di tutti i cittadini. Il Partito che rappresento in questo Consiglio, Italia dei Valori – Lista Di Pietro, si aspetta – uguale comportamento da parte del sindaco Moratti nei confronti di altre situazioni di illegalità diffuse in altre zone della città.

 La città non si è certamente accorta della presenza della Giunta, nel merito del problema sicurezza, se si escludono alcune uscite “politiche”, quale la promozione della manifestazione contro il Governo per reclamare l’assegnazione di nuovo personale di polizia, le ronde ed altro.

 Ma, in questo caso si evidenzia l’improvvisazione e la contraddittorietà dei comportamenti.

 Si chiede di più al Governo e si tagliano i fondi per la nostra Polizia Locale.

 Si chiede fiducia al mondo per l’assegnazione a Milano dell’Expo 2015 e poi si denuncia, per basso calcolo politico di parte, l’alto livello d’insicurezza della città.

 Ma veniamo al tema di Via Paolo Sarpi, la Giunta Albertini con il suo lassismo soprattutto nel secondo mandato, è stato generatore del disagio sociale nel quartiere.

  Basta guardare con quale miopia si è lasciato stravolgere, negli ultimi anni, un quartiere residenziale, quale è quello di Via Paolo Sarpi.

  E’ stato tollerato in un quartiere non adeguato, lo sviluppo del commercio all’ingrosso, che richiede viceversa per sua natura e per le movimentazioni di automezzi una forte disponibilità di spazi per la sosta.
 Perché dal 2001 non è stata utilizzata la disciplina dell’urbanistica che consente al comune di intervenire per regolare il commercio all’ingrosso?

 Ieri non si sono utilizzati gli strumenti urbanistici adeguati, oggi si interviene con la forza pubblica e non con quella politica, ricordo che la via P. Sarpi insieme a Corso Vercelli e a Corso Buenos Aires, venivano considerate le vie più commerciali e popolari della città, è sotto gli occhi di tutti in modo evidente il disagio che i residenti quotidianamente denunciano.

 Il cambio di marcia più volte sbandierato dal Sindaco Moratti, rispetto alle iniziative della Giunta Albertini, appare molto allineato ad un sistema di controllo di Polizia, piuttosto che alla predisposizione di un piano organico per tutta la zona.

 La sicurezza nella mia concezione, comprende lo sviluppo economico, la coesione sociale, la qualità della vita.

 Serve una sicurezza condivisa, non fatta solo da imposizioni dall’alto, ma col coinvolgimento dei cittadini italiani e cinesi, della società civile e di tutte le istituzioni interessate. Un flusso continuo di informazioni che va dal basso all’alto e viceversa.

 La sicurezza è un bene comune e quindi va affrontata in maniera condivisa.

 Bisogna puntare alla prevenzione dei problemi anziché repressione.

 Occorre non lasciare zone degradate: il degrado urbano crea il degrado sociale.

 E’ importante anche sostenere le piccole botteghe, esse costituiscono un presidio di sicurezza come luogo di potenziale socializzazione e di un certo dinamismo economico.

 L’isolamento alimenta la paura, che spinge a chiedere più polizia, più controlli. Ma la militarizzazione delle strade non paga.

 Paga invece un radicamento nel territorio della vigilanza urbana (vigile di quartiere) e un salto culturale nel rapporti tra cittadini e forze dell’ordine (intervenendo anche nella formazione). Evidentemente impegnando risorse economiche, non tagliarle in bilancio.

 Le soluzioni vanno trovate coniugando legalità e solidarietà. Una città con progetti sostenibili di risposta ai bisogni, è una città sicura.

  Occorre duplice responsabilità: dei cittadini che sanno esprimere solidarietà concreta e di chi vive il disagio e si impegna in un percorso/progetto di integrazione e di responsabilità, con diritti e doveri. Rispetto della legalità al di là del colore della pelle.

 Il caso Triboniano non deve più ripetersi. Campi cosi creano disagio a chi abita nella zona e sono inumani per chi ci vive. Bisogna pensare a luoghi di accoglienza piccoli e al coinvolgimento del volontariato per un’attività di mediazione sociale e culturale.

 Gli sgomberi possono essere necessari per rimuovere situazioni di illegalità. Occorre rigore nel contrastare la clandestinità, ma si deve aiutare chi non può essere espulso o è regolare.

 Fatti come Opera, Parco Lambro non aiutano un clima sicuro e sereno.

 La sicurezza è un bisogno della società, non un problema di Polizia.

 
 
CONFERENZA STAMPA
Palazzo Marino
16 aprile 2007 – ore 10,00
- Un anno dopo, che fare? -
 

 
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La piena condivisione dei principi politici e programmatici della lista guidata da Bruno Ferrante, nonché il suo personale carisma e l’ampia autonomia da lui riconosciuta a tutti gli aderenti, sono state le ragioni della mia partecipazione nella sua lista alle elezioni amministrative del 2006 per il rinnovo del Consiglio comunale di Milano.
Condivisione, in particolare, da riferirsi ai temi della mobilità e delle relative infrastrutture, più vicini alla mia esperienza professionale e di buona parte del mio elettorato.
L’esito favorevole alla coalizione guidata da Letizia Moratti, purtroppo, non ci ha consentito di tradurre in azione concreta il nostro disegno programmatico cha avrebbe riavviato un processo di interventi incisivi e strutturali in molti campi e sicuramente in quello della mobilità e delle relative infrastrutture, contribuendo così ad attenuare uno dei più acuti motivi di disagio dei milanesi.
La Giunta Moratti, per restare nel campo della mobilità ha invece dato corso ad una linea confusa e velleitaria, fondata sui grandi annunci seguiti da repentine retromarce, contrastata dalla sua stessa maggioranza, non raccordata con gli indirizzi degli altri soggetti istituzionali e non, titolari di competenze in tale materia, di cui è difficile comprendere la effettiva realizzabilità.
Salvagente di questa politica della Giunta a dir poco insufficiente ed improvvisata, è stata concepita la partecipazione al cosiddetto “Tavolo Milano”, che peraltro ha visto il Comune relegato in un ruolo tutto sommato marginale, essendosi ben più autorevolmente proposta quale interlocutore centrale del Ministro Di Pietro, la Regione Lombardia, sotto la accurata cabina di regia di Roberto Formigoni.
Sarebbe peraltro fuorviante ridurre questa situazione a una manifestazione di protagonismo prevaricatore di un livello istituzionale sull’altro, in quanto la vera ragione di tale subordinazione è da ricercare nella obbiettiva carenza di capacità propositiva e progettuale sinora dimostrata dal livello comunale milanese nell’attività del “Tavolo Milano”.
L’opposizione guidata da Bruno Ferrante, nei limiti intrinseci al suo ruolo, ha fatto il suo dovere, con atteggiamento puntualmente critico ma sempre attento agli interessi della città, senza arroccarsi su posizioni pregiudizialmente ostili, e avrebbe continuato a farlo se Bruno Ferrante, come sappiamo tutti, non fosse stato chiamato ad una alta e delicata funzione Istituzionale.
Senza nulla togliere agli amici con i quali ho vissuto il periodo della campagna elettorale prima e l’avvio del mandato poi, il venir meno della guida di Bruno Ferrante è stata una perdita per l’opposizione, in termini di credibilità e capacità di equilibrata sintesi politica delle varie anime della sua Lista e della coalizione dell’Unione nel complesso.
Inevitabile da parte mia il ripensamento su un nuovo possibile ruolo compatibile con alcune irrinunciabili condizioni:
1. continuità politica e programmatica rispetto agli impegni presi con gli elettori;
2. autonomia rispetto a condizionamenti partitici;
3. costruttività delle posizioni anche nel ruolo di consigliere di opposizione.
Certamente non ho ritenuto, coerente con il mandato ricevuto, ripiegarmi in atteggiamenti di sterile rimpianto di quello che avrebbe potuto essere e non è stato il progetto di Bruno Ferrante con lui  presente in Consiglio comunale, né isolarmi in un ruolo velleitario di battitore libero, una sorta di grillo parlante, e neppure farmi imbrigliare in schemi partitici ai quali è estranea la mia indole e la mia storia politica personale.
Ho pertanto ricercato una soluzione che tenendo conto di queste esigenze e preoccupazioni mi consentisse di proseguire, a fronte alta, con dignità nel lavoro iniziato con Bruno Ferrante, al fine di assicurare un futuro ed uno sbocco concreto alla fiducia riposta in me dagli elettori.
L’avvicinamento all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro mi si è presentato come l’approdo naturale di un percorso meditato, scevro da personali calcoli utilitaristici e da interessi diversi dalla volontà di continuare ad operare, secondo le mie capacità nel bene della città.
Questo movimento, da poco, trasformatosi in vero e proprio partito, si caratterizza infatti, per principi politici propri di una forza popolare che si muove a difesa della democrazia, della giustizia, della solidarietà contro le prepotenze del denaro, le furbizie elusive dei doveri di una civile convivenza e gli egoismi edonisti della società italiana dalla sottocultura prodotta o quanto meno amplificato da un sistema mediatico carente di valori.
Esso è strutturato su tutti i livelli del territorio nazionale, è presente anche in Europa con propri parlamentari, secondo un modello organizzativo leggero privo delle bardature tipiche di altri Partiti, essendo fondato sul libero impegno e sullo spirito di iniziativa dei suoi aderenti, ovviamente in coerenza con il disegno politico comune.
La sintonia dei capisaldi programmatici della Lista Ferrante e dell’Italia dei Valori, del resto confluiti nel documento unitario con cui l’Unione si è presentato alle elezioni amministrative del 2006, ha reso ancor più agevole e convinta la mia scelta di aderire all’Italia dei Valori, del cui leader, tra le altre cose, apprezzo l’eccezionale capacità realizzativa ed il sano pragmatismo tanto vicini al modo di intendere la politica di buona parte dell’elettorato milanese.
La stessa disponibilità che il Ministro Di Pietro sta dimostrando al Sindaco Moratti nel farsi carico delle istanze della nostra città attraverso il tavolo Milano, in linea con la apprezzabile strategia di attenzione per i problemi infrastrutturali del Nord favorita dal Governo Prodi, costituisce una straordinaria opportunità per la soluzione di una serie di problemi lasciati irrisolti da 15 anni di amministrazioni locali di centro destra e da 5 anni di governo Berlusconi, nonostante le tante promesse sbandierate ad ogni campagna elettorale.
Naturalmente occorrerà una capacità ben maggiore di quella vista sino ad oggi nella messa a punto delle proposte del Comune, e proprio in questa prospettiva che io intendo confermare il mio impegno dai banchi dell’opposizione, di pungolo della Giunta per la realizzazione di una serie di misure che reputo essenziali per il miglioramento della mobilità cittadina:
1. potenziamento del trasporto pubblico su ferro con ripresa della realizzazione di linee sotterranee;
2. parcheggi di corrispondenza;
3. corsie preferenziali per il trasporto pubblico di superficie;
4. zone a traffico limitato;
5. misure sulla sicurezza;
6. incentivazione al contenimento dell’uso dei mezzi di trasporto privati.
 
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CONSIGLIO COMUNALE, GRASSI HA COMUNICATO AL PRESIDENTE PALMERI LE PROPRIE DIMISSIONI DAL GRUPPO FERRANTE

 
Il consigliere Raffaele Grassi ha deciso di dimettersi dal Gruppo Lista Ferrante per confluire nel Gruppo Misto, quale rappresentante dell’Italia dei Valori-Lista Di Pietro. Lo ha annunciato Manfredi Palmeri, Presidente del Consiglio comunale.
"La sintonia dei capisaldi programmatici della Lista Ferrante e dell'Italia dei Valori, del resto confluiti nel documento unitario con cui l'Unione si è presentata alle elezioni amministrative del 2006 - ha scritto Grassi al Presidente Palmeri - ha reso più agevole e convinta la mia scelta di aderire all'Italia dei Valori-Lista Di Pietro, del cui leader Antonio Di Pietro apprezzo l'eccezionale pragmatismo tanto vicini al mio modo di intendere la politica. Il venir meno della guida in Consiglio comunale di Bruno Ferrante è stata per me una grande perdita, un Capo capace di equilibrata sintesi politica. In questa situazione  - ha proseguito il consigliere Grassi - è stato inevitabile da parte mia, il ripensamento su un nuovo possibile ruolo compatibile con alcune irrinunciabili condizioni: continuità politica e programmatica rispetto agli impegni presi con gli elettori; autonomia rispetto a condizionamenti della coalizione; costruttività e propositività anche nel ruolo di consigliere di opposizione.
"Desidero formularLe – ha detto il Presidente Manfredi Palmeri rivolgendosi a Raffaele Grassi – i miei migliori auguri per il proseguimento del Suo lavoro istituzionale all’interno del Consiglio, nella certezza che continuerà ad assolverlo con senso di responsabilità e dedizione, a beneficio di Milano e dei milanesi".

Il Presidente Palmeri ha convocato per mercoledì 18 aprile la riunione dell’Ufficio di Presidenza per esaminare gli aspetti istituzionali e organizzativi relativi all’attività del Gruppo Misto, da oggi composto dai consiglieri Franco De Angelis (proveniente dal Gruppo Forza Italia), Giancarlo Pagliarini (proveniente dal Gruppo Lega Nord) e, appunto, dal consigliere Raffaele Grassi. •
Lunedì 16 Aprile 2007 18:04
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«La mobilità bene primario»

Comunicato stampa

Raffaele Grassi: «La mobilità bene primario»  
 
 
«In tempi non sospetti, quando sulla efficacia del ticket d'ingresso in città non pochi concordavano, avanzavo l'ipotesi della chiusura del centro storico (mura spagnole) e paventavo le difficoltà in cui si sarebbe imbattuta la città allorquando le condizioni climatiche fossero peggiorate». È quanto afferma il consigliere comunale della Lista Ferrante, Raffaele Grassi. «Il congestionamento del traffico è destinato a confermarsi se non a peggiorare se non si affronta con provvedimenti duraturi - afferma Grassi -.  I cantieri relativi al Programma Urbano dei Parcheggi sono motivo di ulteriore complicazione per gli spostamenti dei cittadini. Manca un serio piano della mobilità urbana. La chiusura del centro storico potrebbe rivelarsi assai più efficace dell'eventuale istituzione del ticket d'ingresso, strumento quest'ultimo che costituirebbe un successivo passaggio per la riduzione dell'inquinamento e non senza aver dato prima un forte impulso alla realizzazione di un sistema di trasporto pubblico efficace».  E ancora: «In occasione del referendum del 1985 il 70% dei milanesi si espresse per la chiusura del centro al traffico. Come mai nessuna delle amministrazioni succedutesi da allora abbia sostenuto una proposta orientata in questo senso resta un mistero. Un profondo rinnovamento del parco auto-taxi e del parco autobus pubblici potrebbe costituire un ulteriore passaggio verso la soluzione di questo annoso problema. I tempi sono stretti e l'Expo si avvicina».

Mozione "27 Luglio 2006"

  

 

 

 

MOZIONE A FIRMA DEL CONSIGLIERE GRASSI ED ALTRI, APPROVATA NELLA SEDUTACONSILIARE DEL 28.7.2006: “RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO GIOCHI DI VIA GRAF”.

 

                    
 

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